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Inter, la Champions League finisce con una brutta figura: niente rimonta, anzi il Bodo Glimt vince anche al Meazza per 2-1 nel match di ritorno valido per i play-off. E così, i norvegesi volano agli ottavi di finale, mentre i vicecampioni d’Europa e quasi campioni d’Italia 2025-2026, vanno a casa. Roba da pazzi. Ma questa è la triste realtà: la migliore squadra italiana, eliminata da un club che ha un monte ingaggi da Serie C: appena 8,6 milioni di euro.
Riflessioni. Questo è il fallimento tecnico di un intero movimento, il nostro calcio, e nel piccolo è il grande fallimento tecnico di Cristian Chivu: troppo giovane e inesperto per fare bene in Europa sia contro le corazzate che contro compagini modeste, ma, ben organizzate come il Bodo che da anni fa bene nelle Coppe Europee contro le italiane. Ricordiamo che il Bodo nella fase a gironi rifilò 6 gol alla Roma di Mourinho che poi eliminò i norvegesi nei quarti e vinse la Conference League 2021-2022; mentre l’anno scorso il Bodo eliminò la Lazio nei quarti di Europa League ai calci di rigore.
Bodo Glimt gravemente sottovalutato da mister Chivu e dai suoi ragazzi. Una sottovalutazione nata fin dal sorteggio e questo ha portato l’Inter a perdere 3-1 in Norvegia. Nella sfida d’andata pessimo approccio alla gara da parte dei nerazzurri e dopo la batosta, le solite scuse: il campo sintetico, il gelo, il viaggio ecc. Una sottovalutazione ingiustificata a certi livelli, soprattutto se consideriamo che il Bodo nella League Phase di Champions League era stato capace di battere il Manchester City in terra scandinava e l’Atletico Madrid a domicilio. Un esempio della grave sottovalutazione? Bastoni che nella conferenza stampa in Norvegia invece di pensare solo ed esclusivamente al Bodo pensò bene di fare mea culpa per la scandalosa simulazione con esultanza che aveva portato all’espulsione di Kalulu.
La partita in cronaca: Inter-Bodo Glimt 1-2. Primo tempo con gli ospiti attenti in difesa e i padroni di casa a fare il match ma in modo sterile. Nel secondo tempo, il clamoroso crollo. Minuto numero 58: gravissimo errore di Akanji, Sommer salva ma non può nulla sul tap-in vincente dell’ex milanista Hauge, a segno anche a San Siro dopo il gol di mercoledi scorso. A quel punto, triplo cambio di Chivu, dentro: Bonny, Diouf e Sucic. Gli innesti non migliorano le cose, anzi il Bodo raddoppia al 72′: assist del solito Hauge e bel gol di Evjen. Game over. Ironia della sorte: è di Bastoni l’unica rete interista della serata.