Sanremo, vince Sal Da Vinci, secondo Sayf. De Martino prossimo conduttore

Il vincitore della 76esima edizione del Festival di Sanremo è Sal Da Vinci con “Per sempre sì”. Al secondo posto Sayf con “Tu mi piaci tanto”, al terzo Ditonellapiaga con “Che fastidio!”, al quarto Arisa con “Magica favola” e al quinto Fedez & Masini con “Male necessario”. Fischi del pubblico dell’Ariston per l’esclusione di Serena Brancale dalla top five dei finalisti del festival.
All’annuncio Sal da Vinci scoppia in lacrime: “questo premio lo dedico alla mia famiglia che mi ha aiutato tanto e alla mia città Napoli”, le parole del vincitore. Il cantante partenopeo ha ottenuto il 22,2% mentre Sayf ha ricevuto il 21,9% delle preferenze. La terza classificata Ditonellapiaga il 20,6%, seguita da Arisa con il 18,9%, quinti Fedez e Marco Masini con il 16,5%.
I complimenti del sindaco di Napoli Manfredi. “Napoli vince quando il talento incontra il cuore!” , ha detto il primo cittadino. “In questo Sal Da Vinci è un esempio da seguire: la passione sentimentale della nostra città insieme ad una grande preparazione tecnica”. “Quando abbiamo festeggiato i suoi 40 anni di carriera in piazza Plebiscito – ricorda ancora Gaetano Manfredi – ho visto un uomo dai valori veri. La vittoria a Sanremo è il riconoscimento di un percorso di arte, identità e amore per le proprie radici. Ti festeggeremo prima possibile in Comune”. Ma le soddisfazioni non finiscono qui. “Siamo poi orgogliosi – conclude Manfredi – del nostro Stefano De Martino prossimo conduttore del Festival. Napoli sempre più città della musica!”.
Il passaggio di testimone tra conduttori in diretta all’Ariston. Carlo Conti ha raggiunto il suo successore Stefano De Martino in platea e ha dato la notizia, confermando le voci già circolate nelle ultime settimane. “È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre, voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare”, ha commentato De Martino.
Ma non solo i primi tre classificati. Tanti i premi assegnati nella serata finale del Festival. Il Premio della Critica Mia Martini attribuito dalla Sala Stampa del Roof dell’Ariston va Fulminacci con il brano ‘Stupida sfortuna’, il Premio Lucio Dalla della Sala Stampa Radio, Tv e Web se lo aggiudica Serena Brancale con il brano ‘Qui con me’. Il Premio Sergio Bardotti al Miglior testo va invece a Fedez & Masini con il brano ‘Male necessario’ e il Premio Giancarlo Bigazzi per il Miglior componimento musicale va a Ditonellapiaga con il brano Che fastidio! Serena Brancale si aggiudica anche il Premio Tim alla 76ª edizione del Festival di Sanremo. L’artista, è risultata la più votata dal pubblico social, tra i cantanti in gara. Il riconoscimento è stato consegnato sul palco dell’Ariston dall’amministratore delegato Pietro Labriola. “E’ stato il Sanremo più importante fatto finora” ha detto Serena Brancale ricevendo il premio. “Mi sono liberata e ho fatto parlare molto la mia persona. Un dolore che ho sentito essere condiviso da tante altre persone. Spero di aver abbracciato tanti che hanno vissuto quello che ho vissuto io”. ‘Qui con me’, è dedicato a sua madre Maria, scomparsa nel 2020.
Tante le emozioni nel corso della serata conclusiva del Festival, prima di passare la linea al Tg1 dal pubblico si e’ alzato un coro che ha scandito più volte la parola PACE. Poi sul palco dell’Ariston compaiono i nomi delle 301 donne uccise dal 2023 e dalla platea arriva Gino Cecchettin, il papà di Giulia, diventato un emblema di tanti genitori colpiti da una tragedia simile e voce di una battaglia culturale con la sua fondazione. “Il dolore si vive nell’intimità – spiega – ti accompagna tutti i giorni e sarà con te fino all’ultimo: la scelta è annichilirti o provare a trasformarlo e io ho scelto questa strada, prendendo ispirazione da Giulia che aveva un animo altruista. Se anche a una famiglia si può risparmiare quel dolore che ho vissuto, allora forse vale la pena di provarci”.
Cecchettin: “La violenza, inizia molto prima di quello che pensiamo”. Inizia “quando scambiamo il controllo con l’amore. Quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione. Quando non educhiamo al rispetto. Quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute sessiste. Quando usiamo violenza nelle parole. Dobbiamo educare al rispetto, ad accettare il rifiuto: non bisogna avere paura della libertà di una donna, un no è un no, ma è un sì che è vera libertà”.
Il messaggio finale di Gino Cecchettin alle donne: “non sono sole, la loro libertà non è negoziabile, chiedere rispetto è il minimo. Non facciamo la guerra agli uomini, ma al maschilismo tossico che sta minando la nostra vita”.