Polizia Locale NeVi: iniziata la sperimentazione del Taser, ma parte una raccolte firme contro

Ha preso il via a fine febbraio a Thiene la sperimentazione del taser da parte del Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino. Un primato in provincia di Vicenza, dove per la prima volta entra in vigore l’arma ad impulsi elettrici.
“Un nuovo strumento a supporto della sicurezza del territorio e della tutela degli operatori, per gestire con più efficacia le situazioni ad alto rischio”, commenta il sindaco e presidente del Consorzio Giampi Michelusi, sottolineando che la formazione e la responsabilità sono alla base della decisione che ha portato alla sperimentazione.
Gli agenti autorizzati hanno iniziato a portare il dispositivo in servizio di pattuglia esterna, nel rispetto del quadro normativo nazionale.
“Essere il primo Comando nella provincia di Vicenza ad avviare la sperimentazione del Taser ha comportato un percorso lungo e approfondito – ha spiegato il comandante del Consorzio Filippo Colombara – Non esistevano protocolli già operativi sul territorio provinciale, e questo ci ha richiesto un lavoro accurato di studio, confronto istituzionale e predisposizione di procedure dedicate. 
Abbiamo scelto di procedere con prudenza e responsabilità, nel pieno rispetto delle norme e delle linee guida nazionali, costruendo un modello organizzativo solido e garantito anche sotto il profilo sanitario. Lo strumento rappresenta un dispositivo intermedio a tutela sia degli operatori sia dei cittadini, da utilizzare esclusivamente nei casi previsti e secondo i principi di necessità, proporzionalità e gradualità dell’uso della forza”.
La fase di sperimentazione avrà la durata di sei mesi e sarà oggetto di monitoraggio costante e di verifica periodica, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti.
Non sono mancate però le polemiche. La fase di sperimentazione del taser, fortemente voluta dall’amministrazione comunale ha trovato un ostacolo nel consigliere comunale Alaeddin Kaabouri, uscito dalla compagine di maggioranza dopo che il sindaco gli ha revocato le deleghe. Il rappresentante di Alleanza Verdi Sinistra ha infatti organizzato una raccolta firme affinchè l’uso del taser non venga confermato.
“La notizia dell’avvio della sperimentazione del taser da parte del Consorzio di Polizia Locale Nevi viene presentata come un percorso prudente, regolamentato, accompagnato da formazione e protocolli sanitari. Eppure, al di là delle procedure e delle rassicurazioni formali, non riesco a nascondere una profonda delusione – sottolinea Kaabouri – L’introduzione del taser viene descritta come l’adozione di uno “strumento intermedio”, fondato sui principi di necessità, proporzionalità e gradualità.
Ma l’esperienza di altri contesti insegna che il rischio più grave nel lungo periodo è la normalizzazione, cioè che uno strumento nato come eccezionale diventi ordinario, utilizzato per garantire obbedienza più che per prevenire un pericolo grave e imminente. La questione più delicata riguarda le persone in condizioni di fragilità, in particolare chi vive situazioni di disagio o crisi di salute mentale. Esprimo una netta contrarietà alla diffusione dei taser come risposta strutturale agli episodi di violenza. Occorre spostare il baricentro: meno strumenti elettrici, più salute mentale. Più investimenti nei servizi territoriali, nei centri di ascolto, nell’assistenza psichiatrica, nella formazione specifica per la gestione delle crisi. La sicurezza non si costruisce solo con dispositivi tecnologici, ma con una sanità pubblica efficace, capace di intercettare il disagio prima che esploda”.
Polizia locale, arriva il taser: è la prima nel Vicentino. “Più sicurezza urbana”
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