Caccia notturna a Schio: preso dopo 14 anni il latitante della rapina di Bologna

È nel silenzio teso della tarda serata di giovedì che i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno chiuso a Schio un cerchio rimasto aperto per quasi quindici anni. Un nome, un volto, una condanna mai scontata. E un uomo che, da tempo, sembrava svanito nel nulla.
Il 47enne marocchino, senza fissa dimora e con una scia di precedenti alle spalle, è stato rintracciato in un bed & breakfast della zona durante una serie di controlli incrociati sugli alloggiati, operazione condotta in coordinamento con la Questura di Vicenza. Una routine che, stavolta, ha fatto scattare l’allarme. I militari, insospettiti dalla sua posizione e dalla reticenza mostrata durante le verifiche, lo hanno accompagnato negli uffici di via Maraschin. È lì, davanti ai terminali, che la sua storia è riemersa con la forza di un colpo secco: a suo carico pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Bologna nel 2010. Una condanna definitiva per rapina e lesioni personali, reati commessi nel 2007 nel capoluogo emiliano. Pena: 1 anno, 4 mesi e 20 giorni. Mai scontati.
Per anni l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce, allontanandosi dal territorio nazionale e rendendosi di fatto irreperibile. Una latitanza silenziosa, interrotta solo ora, in una stanza anonima di una struttura ricettiva dell’Alto Vicentino. Dopo il fotosegnalamento e le formalità di rito, il 47enne è stato trasferito alla Casa Circondariale di Vicenza. Fine della fuga. Inizio della pena che lo attendeva da quasi un decennio e mezzo. Un arresto che non chiude solo un fascicolo: racconta la tenacia di un’indagine che non ha mai smesso di cercare. E la certezza che, prima o poi, ogni latitanza presenta il conto.
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