Ponte di via Rive, messa in sicurezza completata: “Crollo scongiurato, ora la ricostruzione”

Il ponte di via Rive di Magrè a Schio, ferito dall’alluvione del maggio 2024 e per mesi chiuso al transito, è tornato stabile. Non ancora pienamente operativo, ma salvo. I lavori in somma urgenza, avviati dopo che i tecnici comunali avevano rilevato un aggravamento improvviso delle fessurazioni, sono stati ultimati in questi giorni. Un intervento che ha evitato il peggio: il rischio concreto che la struttura cedesse prima dell’avvio del cantiere principale.
Il ponte, unico accesso ai nuclei abitati a monte, era stato chiuso subito dopo l’alluvione. Per garantire ai residenti la possibilità di raggiungere le proprie abitazioni, il Comune aveva aperto una strada sterrata alternativa da viale Roma. Una soluzione provvisoria, necessaria mentre si lavorava al progetto esecutivo della ristrutturazione complessiva. Poi, durante i sopralluoghi, la scoperta che ha cambiato tutto: la spalla destra del ponte mostrava un peggioramento repentino, probabilmente dovuto al continuo scalzamento del torrente Livergon. Una condizione che lasciava presagire un cedimento imminente. Da qui la decisione di intervenire subito, senza attendere i tempi del cantiere principale. L’intervento d’urgenza – circa 166mila euro, affidati alla Vicentin Costruzioni Generali di Chiampo – ha previsto riparazioni mirate: iniezioni di boiacca di cemento nelle fessurazioni, chiodature verticali delle spalle, una platea antiscalzamento sotto l’alveo e opere di regimazione del Valle Cereo con massi ciclopici per proteggere la fiancata del ponte.
“L’aggravamento improvviso delle condizioni strutturali del ponte ci ha imposto di agire immediatamente, senza poter attendere l’avvio del cantiere principale – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Michele Lain – gli interventi di somma urgenza appena conclusi hanno bloccato il processo di degrado e messo in sicurezza la struttura, scongiurando il rischio di crollo. Ora possiamo procedere con la fase esecutiva del progetto complessivo, che prevede l’inserimento di una struttura portante in acciaio nel corpo del ponte: questa assorbirà i carichi stradali, liberando l’arco in pietra da sollecitazioni che non è più in grado di sostenere. Un intervento tecnicamente complesso, ma necessario per restituire ai cittadini un’infrastruttura sicura e duratura”.
“Il progetto definitivo, già finanziato per 600mila euro dal Commissario Delegato per gli eventi meteorologici del 2024, prevede infatti una trasformazione profonda: una nuova struttura in acciaio integrata nel corpo stradale, capace di sostenere i carichi del traffico, mentre l’arco storico in pietra verrà preservato e alleggerito. Un passaggio obbligato, secondo la sindaca Cristina Marigo, che allarga lo sguardo oltre il singolo cantiere: “L’alluvione del maggio 2024 ci ha lasciato un conto pesante, ma anche la consapevolezza di quanto sia fondamentale investire in modo sistematico sulla prevenzione e sulla gestione del dissesto idrogeologico. Non possiamo permetterci di intervenire soltanto a emergenza avvenuta: dobbiamo anticipare i rischi, proteggere le infrastrutture e garantire che nessuna area resti isolata. Per questo continuiamo a lavorare su più fronti, per mettere in sicurezza il nostro territorio in modo strutturale e duraturo: questo intervento, così la pulizia dello scatolare a Santissima Trinità conclusosi in questi giorni, ne sono due esempi”.
Con la messa in sicurezza completata, il ponte entra ora nella fase decisiva: quella della ricostruzione. Una sfida tecnica e amministrativa che punta a restituire alla comunità un collegamento stabile, moderno e capace di resistere alle nuove pressioni climatiche. Una promessa che, dopo mesi di incertezza, comincia finalmente a prendere forma.
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