Panico in ospedale: minaccia un neonato dopo il rifiuto dell’elemosina. Espulso

Momenti di tensione nella mattinata di ieri, giovedì 16 aprile, all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Quello che doveva essere un normale accesso alla struttura sanitaria si è trasformato infatti in un incubo per una giovane famiglia, minacciata da un uomo in stato di agitazione all’interno della hall principale.
L’aggressione
L’allarme è scattato quando gli agenti del posto di polizia dell’ospedale sono intervenuti per sedare quella che sembrava una lite accesa tra due persone. Al loro arrivo, i poliziotti hanno trovato un uomo visibilmente scosso che ha raccontato come, poco prima, un cittadino straniero lo aveva avvicinato chiedendo con insistenza l’elemosina. Al rifiuto del neopapà, l’aggressore si era scagliato verbalmente contro di lui, arrivando a minacciare direttamente la moglie e il neonato che la donna teneva tra le braccia.
Il fermo e l’identificazione
Grazie alla descrizione dettagliata fornita dalle vittime, gli agenti sono riusciti a rintracciare il soggetto poco distante, all’esterno dell’area ospedaliera. L’uomo, privo di documenti, è stato condotto in Questura per il fotosegnalamento. Dagli accertamenti è emerso un profilo criminale di rilievo: l’uomo, cittadino tunisino di 53 anni, aveva infatti numerosi reati a carico e una posizione di totale irregolarità sul territorio nazionale. Inoltre era già stato espulso in passato ed era già stato arrestato per aver violato il divieto di reingresso in Italia.
L’espulsione e trasferimento al Cpr
Data la gravità dell’episodio e la pericolosità sociale del soggetto, il Questore ha firmato un nuovo decreto di espulsione. Dopo essere stato denunciato a piede libero per il reato di minacce, il 53enne è stato scortato dagli agenti presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di Gradisca d’Isonzo. Lì rimarrà in custodia in attesa di essere imbarcato sul primo volo disponibile per il ritorno definitivo nel suo Paese d’origine.
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