Generazione Z al femminile: oltre gli stereotipi, tra voglia di fare e il peso del futuro

Non chiamateli pigri e non pensate che abbiano bisogno di citazioni ispirazionali da postare sui social. La Generazione Z — i nati tra la fine degli anni ’90 e il primo decennio del 2000 — è già “ispirata, motivata e orientata agli obiettivi”. E lo è ancora di più quando è femmina. A raccontarlo, dai microfoni di Radio Eco Vicentino nella trasmissione Libera (sostenuta da Siggi Group), sono Elisabetta Giacon e Martina Ceola, due giovani che incarnano perfettamente la complessità e la resilienza delle ventenni e dei ventenni di oggi.

Studio, lavoro e il coraggio di cambiare

Martina studia turismo culturale a Padova e svolge il servizio civile; Elisabetta studia comunicazione a Ferrara e incastra con fatica e orgoglio tre lavori: barista, receptionist e dogsitter. Se Martina ha le idee chiare fin dall’inizio, Elisabetta rivendica il diritto al cambiamento: “Sono contenta di aver scelto qualcosa che mi permetta di poter dire oggi voglio fare questo, domani voglio fare quell’altro”. Per loro, il futuro non si costruisce dopo la laurea, ma ogni giorno: “Se devo costruire il mio futuro lo costruisco da subito, non quando ho la corona d’alloro in testa”.

Ascolta “Gen Z tra scelte e futuro con Elisabetta Giacon e Martina Ceola” su Spreaker.

Il confronto con il mondo adulto

Nonostante la determinazione, il dialogo con le generazioni precedenti resta un terreno accidentato. Martina sottolinea una distinzione sottile ma fondamentale: “Ci sentiamo sì ascoltate, considerate molto spesso no”. Manca, secondo le ragazze, quella capacità degli adulti di mettersi nei panni di chi è più giovane ma possiede comunque idee valide. C’è poi il tema del viaggio, spesso interpretato dai genitori come un “abbandono della casa”, mentre per loro è una necessità vitale di esplorazione.

Paura e curiosità: le due facce del domani

Il futuro spaventa, soprattutto per l’instabilità globale e la pressione economica. “La paura è quella di non riuscire più a avere degli obiettivi concreti perché il mondo cambia troppo velocemente” confessa Elisabetta. Eppure, questa preoccupazione convive con un’immensa curiosità e voglia di scoprire il mondo. Una dualità che si riflette anche nel loro rapporto con la tecnologia: se da un lato ammettono che molti coetanei vivono in funzione dei social, dall’altro mostrano una consapevolezza critica rara.

Vero o Falso: il test dei titoli

L’intervista con Martina ed Elisabetta ha poi smontato diversi luoghi comuni usando il gioco del Vero/Falso.
La Generazione Z non ha voglia di lavorare: “Falsissimo”.
Considera l’ambiente una priorità: “Vero, è un impegno assoluto”.
Soffre di ansia: “Vero, è fenomeno molto presente e diffuso”.
Non guarda la televisione: “In parte vero e in parte falso: un 50% non la guarda e chi lo fa cerca serie tv in streaming”.

Un messaggio di empatia

Cosa chiedono agli adulti? Più confronto sulle emozioni, meno barriere e la capacità di semplificare una vita già carica di impegni e ansie. Ma soprattutto, rivendicano una dote che sentono propria: la capacità di “empatizzare, ascoltare il prossimo e non giudicare”.
Il consiglio finale per chi si sente perso è un inno all’intraprendenza: “Buttati. Noi possiamo buttarci, un’opportunità che molti adulti non hanno. Anche se sbagli, buttati!”. Una chiusura che trasforma l’incertezza in una possibilità, e la giovinezza in un laboratorio di coraggio.

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