Il paese chiede stabilità, ma è corsa a tre: si sfidano Pigatto, Rebellato e Zanon

4900 abitanti, un’identità forte e una storia amministrativa che negli ultimi anni ha oscillato tra ambizioni e tante fragilità. Dopo due commissariamenti in quattro anni – l’ultimo arrivato a febbraio con il crollo della giunta Rebellato – Nove torna al voto con un’urgenza che nessuno nasconde più: ritrovare un’amministrazione capace di durare, governare e ricostruire fiducia.
Le dimissioni di quattro consiglieri di maggioranza, seguite dall’uscita dell’intero gruppo Per Nove Futura, hanno lasciato il paese sospeso, affidato alla gestione commissariale e in attesa di una guida stabile. Ora tre candidati si contendono la responsabilità di rimettere ordine, ciascuno con una visione diversa ma con un obiettivo comune: riportare Nove alla normalità istituzionale.
Alessandro Pigatto e “Nove Concreta”: comunità, welfare e identità culturale.
Sul solco del profilo di spessore la candidatura di Alessandro Pigatto, già direttore dei Servizi sociali dell’Ulss 7 Pedemontana, sostenuto dalla lista civica Nove Concreta, che include anche l’ex sindaco Franco Bordignon. La sua proposta mette al centro la comunità e le sue energie più riconoscibili: associazioni, famiglie, giovani e cultura. Il mondo sportivo e associativo viene considerato un motore essenziale della vita cittadina, da sostenere con strutture adeguate e strumenti di partecipazione. Sul fronte sociale, il programma prevede misure per le famiglie fragili, continuità scolastica, sostegno alle mense e attenzione alle situazioni monoparentali. Per i giovani si immaginano affitti agevolati, borse di studio, nuovi spazi di socializzazione e un luogo stabile di confronto. La cultura viene legata alla ceramica come elemento identitario, con l’idea di ampliare il Museo Civico e rafforzare la rete con le Città della Ceramica. Nove Concreta si presenta come una lista “del fare”, attenta al sociale e radicata nella tradizione culturale del paese.
Luca Rebellato e “Per Nove”: la continuità come promessa di stabilità.
Luca Rebellato, ex sindaco, è stato il primo a rientrare in campo con la lista Per Nove, che ricompone l’area di centrodestra e riunisce le forze che avevano sostenuto la precedente maggioranza. La sua campagna riparte dal lavoro avviato prima del commissariamento, con un programma che punta su un pacchetto di opere pubbliche già impostate: la nuova palestra per la scuola media e il Liceo De Fabris, la riqualificazione della piazza centrale, il potenziamento della rete ciclabile e della videosorveglianza. Interventi per circa due milioni di euro, con l’intenzione di attivarne altrettanti nei prossimi anni. Accanto alle infrastrutture, Rebellato propone un hub sanitario legato al nuovo Ats e un’attenzione particolare al tema della sicurezza, al centro anche di una tavola rotonda prevista per domani. La sua lista si presenta come la proposta della continuità amministrativa, con l’obiettivo di completare ciò che è stato avviato e restituire stabilità dopo mesi di incertezza.
Paolo Zanon, “Nove al Centro”: pragmatismo e attenzione quotidiana al territorio.
La terza proposta è quella di Paolo Zanon, figura di esperienza nella vita amministrativa locale, già assessore al bilancio, che guida la lista civica Nove al Centro. Pur muovendosi nell’area del centrodestra, la lista mantiene un profilo dichiaratamente civico e punta su un approccio concreto, centrato sulle necessità quotidiane del paese. Il programma si concentra su sociale, sicurezza, viabilità, manutenzioni e cura degli spazi pubblici, con l’idea di riportare al centro la gestione ordinaria e una presenza costante sul territorio. La lista sta incontrando cittadini e associazioni per raccogliere esigenze e costruire proposte, partendo dalle priorità essenziali: strade, marciapiedi, illuminazione, decoro urbano. L’obiettivo è garantire una programmazione continua e non episodica, con un’amministrazione vicina ai residenti e capace di intervenire con tempestività. Nove al Centro si propone come la lista della praticità, dell’ascolto e della vicinanza diretta alla comunità.
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