Al voto dopo il commissariamento: Zolla, Cuomo e Siotto si contendono la fascia

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Ad Arcugnano il conto alla rovescia è iniziato davvero. Tra meno di un mese, il 24 e 25 maggio, i cittadini torneranno alle urne per scegliere il sindaco e un nuovo Consiglio comunale, chiudendo una delle pagine più turbolente della storia amministrativa recente del paese.

Non si tratta di un rinnovo ordinario: si vota dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio e l’arrivo del commissario straordinario, nominato dal Presidente della Repubblica il 3 febbraio 2026, a seguito delle dimissioni contestuali di otto consiglieri su dodici, formalizzate il 2 gennaio. Da allora, la gestione dell’ente è stata affidata al viceprefetto aggiunto Emanuele Cassaro, con pieni poteri di sindaco, giunta e Consiglio. Una soluzione necessaria per garantire il funzionamento dei servizi, ma che ha congelato la dialettica politica e rimandato a una nuova consultazione popolare la scelta della rotta.
In questo scenario si inserisce una sfida a tre che, per profili e storie personali, racconta bene le linee di frattura e le possibili ricomposizioni del quadro locale: in corsa ci sono Flavia Zolla, Simone Cuomo e Simona Siotto.

Flavia Zolla, 58 anni, insegnante, è il volto che più direttamente si richiama all’ultima esperienza amministrativa. Vicesindaca e assessora nella giunta guidata da Marco Carollo, è stata parte di quel progetto politico travolto dalle dimissioni di una parte consistente del Consiglio. Nell’annunciare la propria candidatura, Zolla ha rivendicato la volontà di “portare a termine quanto iniziato”, esprimendo amarezza per un epilogo che ha definito ingiusto e legato più a logiche di partito che a un reale giudizio sull’operato amministrativo. La sua lista si presenta come civica, senza simboli di partito, e punta a intercettare il voto di chi vede nel commissariamento una parentesi da chiudere in fretta per riprendere un percorso interrotto. Al centro del suo discorso ci sono alcuni dossier considerati prioritari: la scuola Foscolo, indicata come emergenza strutturale e simbolica; la sicurezza, tema riemerso con forza dopo episodi di cronaca che hanno scosso la comunità; la continuità di una visione che si richiama a radici profonde nel territorio, anche familiari, con il riferimento al padre Vittorio, già sindaco per due mandati.

Su un fronte diverso si colloca Simone Cuomo, già consigliere comunale e tra i protagonisti del terremoto politico che ha portato alla caduta della giunta. Il suo nome compare infatti tra gli otto firmatari delle dimissioni che hanno fatto venir meno la maggioranza numerica in Consiglio, determinando la proposta di scioglimento avanzata dal prefetto di Vicenza. Capogruppo della civica “Idee in Comune per Arcugnano”, Cuomo ha motivato quella scelta come un atto di responsabilità verso le istituzioni e i cittadini, denunciando una paralisi amministrativa che, a suo dire, rendeva impossibile proseguire con serietà. Oggi si ripresenta agli elettori con una proposta che punta a marcare una discontinuità di metodo: più partecipazione, più confronto pubblico, più coinvolgimento delle frazioni. Nelle sue dichiarazioni emerge l’idea di un Comune che deve tornare a essere “di tutti”, con un’attenzione particolare al governo del territorio collinare, alla tutela del paesaggio e alla qualità dei servizi di prossimità per famiglie, anziani e giovani.

La terza candidata, Simona Siotto, porta invece ad Arcugnano un profilo politico che guarda oltre i confini comunali. Consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Vicenza ed ex assessora all’Ambiente e alla Cultura nella giunta Rucco, Siotto è stata la prima ad annunciare la propria discesa in campo per queste amministrative, aprendo la strada a una competizione che ha assunto fin da subito un respiro più ampio. La sua candidatura si inserisce nel solco del centrodestra organizzato, con un richiamo esplicito a una rete di relazioni istituzionali e politiche che va dalla città capoluogo al livello regionale e nazionale. Nei tratti generali del suo programma, così come emergono dalle presentazioni pubbliche, si intravede una forte enfasi sulla valorizzazione turistica dei Colli Berici, sulla sicurezza e sul decoro urbano, ma anche sulla capacità di Arcugnano di dialogare con Vicenza e con il territorio provinciale per intercettare risorse e progetti sovracomunali.

Tre candidati, dunque, che incarnano tre chiavi di lettura diverse del recente passato e del futuro possibile di Arcugnano: la continuità rivendicata da Zolla, la discontinuità civica proposta da Cuomo, il radicamento politico sovracomunale rappresentato da Siotto. Sullo sfondo, resta la ferita del commissariamento, formalizzato con decreto del Presidente della Repubblica e motivato dalla “grave situazione di crisi” determinata dalle dimissioni di oltre la metà dei consiglieri, che hanno reso impossibile il normale funzionamento degli organi e dei servizi. E al di là dei singoli capitoli programmatici, il voto di fine maggio avrà un significato più profondo: dovrà dire se Arcugnano intende riallacciare il filo con l’ultima esperienza amministrativa, aprire una fase nuova guidata da una civica di opposizione o affidarsi a una figura che porta in dote un collegamento diretto con il centrodestra provinciale e nazionale.

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