Campo Loris divide fra area cani o luogo di memoria. E scatta la petizione online

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A Dueville, un’area verde sta diventando un caso politico, civile e persino storico. L’intenzione dell’amministrazione comunale di destinare una parte di Campo Loris a zona di sgambamento per cani ha aperto un dibattito che, giorno dopo giorno, si sta allargando ben oltre la questione urbanistica. A far discutere non è solo la scelta in sé, ma soprattutto il luogo: un’area che molti considerano legata alla memoria dell’eccidio nazista del 27 aprile 1945.

La decisione di installare un recinto metallico per delimitare lo spazio destinato ai cani ha suscitato perplessità in più ambienti. L’opposizione di “Esserci per Dueville” ha annunciato un incontro pubblico per martedì 19 maggio nella sala superiore del Centro Arnaldi, con l’obiettivo di illustrare le criticità del progetto e presentare un’alternativa in vista del consiglio comunale del 21. Ma la discussione non si ferma alla politica. A intervenire è stata anche l’Anpi, che ha espresso una posizione netta: l’utilizzo dell’area come sgambatoio rischierebbe di svilire il ricordo dei caduti della strage nazista. Il nodo è proprio questo: cosa rappresenta Campo Loris nella memoria collettiva di Dueville?

Le ricostruzioni storiche non sono univoche. C’è chi sostiene che l’eccidio si sia consumato esattamente in quell’area, chi invece colloca l’esecuzione in un punto diverso del paese. Ma al di là delle interpretazioni, un fatto non è in discussione: il 27 aprile 1945 Dueville fu attraversata dalla violenza delle SS, che rastrellarono civili, incendiarono case, seminarono panico e uccisero 19 persone innocenti mentre cercavano i comandanti della Divisione partigiana “M. Ortigara”. Un episodio che ha segnato profondamente la comunità e che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella memoria locale. È su questo terreno che l’Anpi ha scelto di intervenire, ricordando che un luogo legato alla Resistenza, anche solo nella percezione collettiva, merita rispetto e attenzione. Ed in molti chiedono all’amministrazione di rivedere la decisione e di immaginare per quell’area un percorso di valorizzazione della memoria, capace di restituire dignità a un capitolo doloroso della storia duevillese.

Intanto, la discussione corre anche online. Su una piattaforma dedicata alle petizioni, oltre 560 cittadini hanno già firmato contro il progetto dell’amministrazione Stivan. Il messaggio è chiaro: l’area cani non è in discussione come servizio, ma va trovata un’altra collocazione. Molti firmatari sottolineano che il territorio offre numerosi spazi verdi alternativi e che non si tratta di scegliere tra il benessere degli animali e la memoria storica, bensì di conciliare entrambe le esigenze. L’ex campo sportivo, sostengono, potrebbe diventare un luogo di raccoglimento e di riflessione, aperto a tutti e dedicato ad un episodio che appartiene alla storia della comunità. L’amministrazione, dal canto suo, difende la scelta come parte di un progetto più ampio di riqualificazione degli spazi pubblici e tira dritto indicando altri come luoghi della memoria. Ma la pressione politica e civile cresce, e il confronto delle prossime settimane potrebbe rivelarsi decisivo per il destino dell’area.

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