Minacce shock a Capovilla: “Rinuncia a eredità e carica di sindaco o finisce male”

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“Dopo il 25 maggio, se non avrai dato seguito alle nostre richieste, dovrai guardarti le spalle ogni giorno”. Termina così la breve missiva di pesanti minacce che ignoti avrebbero recapitato ieri al sindaco di Cogollo del Cengio, Piergildo Capovilla, in corsa per il terzo mandato.

Uno scritto che piomba sull’ultimo giorno di una campagna elettorale tendenzialmente corretta e pacata, con entrambi le fazioni in campo – l’altra capeggiata dall’architetto Massimiliano Maculan – impegnate a far valere le proprie ragioni a suon di programmi. Secondo quanto riferito dal diretto interessato, la lettera – che si apre con una promessa di violente ritorsioni anche verso i familiari – avrebbe il chiaro intento di dissuaderlo da una possibile rielezione oltre che dal trattenere per sé l’eredità del defunto Pozza Eusebio – per tutti Jeio – lo storico gelataio del paese scomparso lo scorso 27 febbraio. Al centro, l’aspro contenzioso per un testamento olografo che vedrebbe proprio nell’attuale primo cittadino e nella ex sindaca di Roana, l’avvocato Elisabetta Magnabosco, gli eredi universali, con una minor parte invece suddivisa fra parenti di quarto e quinto grado.

“Queste sono le condizioni per il tuo comportamento criminale, assieme alla tua amante Magnabosco – si legge nell’A4 destinato a Capovilla – per aver truffato il povero Eusebio. E non informerai gli sbirri: ricordati che loro non potranno proteggerti, perché tu non hai tempo, ma noi abbiamo tutto il tempo che vogliamo”. Comprensibilmente provato Capovilla che in poche parole ha però fugato ogni idea di ripensamento: “Mi addolora tanto che si arrivi a paventare violenze verso la mia famiglia e i miei nipoti, se la fossero presa solo con me mi avrebbe toccato poco. La mia coscienza è a posto, chi conosce i fatti lo sa bene. Il resto sono illazioni per chi vuole crederci. Ho già sporto denuncia e vado avanti sereno. Ma voglio sapere chi è arrivato a tanto”.

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