Accoltella il fratello in casa: “Pareva morto”. Indagano i Carabinieri

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In una frazione come Mosson, nel comune di Cogollo del Cengio, dove il tempo sembra scorrere lento, tra case addormentate sotto il Monte Paù e rapporti di vicinato che si tramandano da generazioni, nessuno immaginava di assistere a una scena da cronaca nera.

E invece ieri sera, sabato 25 aprile, poco dopo le 20, un appartamento di via Monte Tesso è diventato il teatro di un episodio che ha gelato l’intera comunità: un uomo è stato accoltellato al petto dal fratello, al culmine di una lite familiare improvvisa e violenta.
Le prime chiamate al 118 lasciavano temere il peggio. La voce concitata di chi ha dato l’allarme – resta da capire chi fosse – parlava di un uomo a terra, colpito al torace. Per lunghi minuti si è temuto che fosse morto. Quando i sanitari del Suem sono arrivati con due mezzi allarmando il paese, hanno trovato la vittima in condizioni serie ma ancora cosciente. Stabilizzato sul posto, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Santorso. La prognosi è riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Intorno all’abitazione, fino a quel momento immersa nella consueta tranquillità serale, si sono affacciati residenti increduli anche dalla vicina piazza dove insistono alcuni locali particolarmente frequentati. Nessuno aveva sentito urla o rumori: “Una famiglia tranquilla”, ripetono in molti. E proprio questo rende l’accaduto ancora più difficile da comprendere. Nel frattempo, i Carabinieri della Compagnia di Schio hanno lungamente setacciato casa. All’interno dell’appartamento è stato recuperato un coltello da cucina, ritenuto l’arma utilizzata per colpire. Ma non sarebbe l’unico elemento che ha attirato l’attenzione dei militari. Il presunto aggressore, un uomo di circa trent’anni, è stato ascoltato a lungo. Secondo quanto trapela, sarebbe una persona con alcune fragilità personali, elemento che la magistratura dovrà valutare per stabilire se procedere per tentato omicidio o per lesioni aggravate.

I militari, intanto, stanno raccogliendo testimonianze anche oggi: bisogna capire cosa abbia innescato la lite, chi fosse presente in casa, chi abbia chiamato i soccorsi e se vi fossero segnali pregressi di tensione familiare. Per ora, tutto resta sospeso tra ipotesi e frammenti di racconto. In una frazione come Mosson, dove la quotidianità è fatta di silenzi, saluti e abitudini condivise, un fatto del genere lascia un segno profondo. E mentre la comunità prova a elaborare lo shock, resta una certezza: saranno le indagini a fare piena luce su una vicenda che, in pochi istanti, ha trasformato la normalità in paura e sgomento.

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