Caso Scanzi. Thiene e la politica delle piccole cose

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Quando la politica non riesce ad individuare temi grandi, si rifugia nei temi piccoli. Accade in Italia ormai da anni ed è accaduto anche a Thiene, dove una serata culturale, con ospite un noto giornalista che non nasconde le sue simpatie (o antipatie) politiche, si è trasformato nell’ennesimo palcoscenico per un dramma nazionale. Da una parte un giornalista che sa fare il suo lavoro pur senza essere super partes, dall’altro i due schieramenti della politica locale: il sindaco Gianantonio Giampi Michelusi e la pungente rappresentante della minoranza Giulia Scanavin.

Una tempesta in un bicchiere d’acqua che ha svelato una verità ben più amara: l’arte di trasformare i piccoli screzi in colossali casi politici e l’incapacità di chiamarsene fuori con stile, un perfetto paravento per nascondere una politica che, ahimè, si mostra troppo spesso nelle piccole cose. Sono lontanissimi i tempi in cui Marco Pannella fumava con autorevolezza uno spinello in piazza Navona, e la maggior parte di noi non sa nemmeno che Aldo Moro passeggiava lungo la spiaggia in giacca e cravatta perché “essendo un rappresentante del popolo italiano doveva essere sempre dignitoso e presentabile”.

La politica di oggi, tutta, ha abbassato l’asticella drasticamente, affossandola talmente che non la si vede nemmeno più e quello stesso popolo italiano che Sandro Pertini definiva “generoso, laborioso e pacifico”, dà il peggio di sé sui social in nome di una politica che non vuole più essere seria. Thiene non è da meno. E quello che emerge dalla politica locale, è lo specchio di una Thiene che si è incattivita e rimpicciolita e che, come le persone perbene che incappano in qualche brutto momento, ha estremo bisogno di ritrovare la sua dignità.

Restiamo sui fatti
Il giornalista Andrea Scanzi ha in programma uno spettacolo al Teatro Comunale, organizzato da un’agenzia privata. Il titolo è ‘La sciagura, cronaca di un governo di scappati di casa’. Uno spettacolo che, come tutti gli altri organizzati dalla CEP, gode del patrocinio del Comune che a inizio stagione ha deciso di patrocinare tutti gli eventi culturali, senza indagare sui singoli eventi. Un patrocinio che si riduce allo sconto sull’affissione dei manifesti. A far notare all’amministrazione comunale che non è opportuno che un’amministrazione patrocini uno spettacolo contro quel governo che la stessa amministrazione rappresenta è la consigliera di Fratelli d’Italia Giulia Scanavin. Un’osservazione corretta visto che si parla di istituzioni, che ha preso in contropiede il sindaco Gianantonio Michelusi che, in un battibaleno, ha fatto togliere il patrocinio. Un dietrofront interpretato, non a torto, come una evidente mancanza di coraggio nel difendere fino in fondo le proprie scelte.

Quanto accaduto a Thiene è una questione che, in un mondo ideale, con una politica fatta di valori e serietà, si sarebbe risolta con una pacca sulla spalla al sindaco dalla consigliera e un grazie del primo cittadino per la figuraccia scampata. E invece no. Via con la tempesta nel bicchiere. Peccato che a fare le spese del ‘Don Abbondio Cuor di Leone’ (cit. Scanzi) sindaco Michelusi, che si è piegato alla richiesta de “la prima che passa di FdI” (cit. Scanzi) Giulia Scanavin, sono ancora una volta i thienesi, trascinati in un vortice di piccolezza che non meritano. Thiene è in campagna elettorale praticamente da quando Michelusi è stato eletto e ad un anno dalle urne ora si entra nel vivo. Legittimo che ognuno faccia la sua parte. Ma se vogliamo restituire dignità a Thiene, c’è prima di tutto una cosa che i thienesi devono pretendere dai prossimi candidati: alzate l’asticella per cortesia.

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