Miteni, il Consiglio di Stato dà ragione alla Provincia: bonifica a carico delle multinazionali

Il Consiglio di Stato dà ragione alla Provincia di Vicenza e conferma in maniera definitiva: i responsabili dell’inquinamento provocato dal sito produttivo ex Miteni a Trissino sono Mitsubishi, Eni Rewind e il gruppo Ici.
“Una sentenza storica – commenta il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin – che certifica il buon operato della Provincia, dei suoi tecnici e avvocati, che hanno individuato i responsabili di un vero e proprio disastro ambientale e hanno raccolto le prove a loro carico. Sono stati messi definitivamente nero su bianco i nomi di chi si deve occupare della bonifica dell’area: ora dobbiamo con loro definire le pratiche di bonifica, con la consulenza degli esperti del settore, con i tecnici della Regione Veneto, di Arpav, della Provincia, per individuare il percorso che porti non solo alla messa in sicurezza dell’area, ma alla vera e propria bonifica. Un percorso, e un progetto, che saranno illustrati e condivisi con i cittadini e con le associazioni che da anni si battono per avere giustizia a seguito dei danni subiti da questo inquinamento e per avere, soprattutto, acqua pulita”.
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Nel dettaglio, il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati e confermato (come già aveva fatto il Tar Veneto con sentenza 896 del 6 maggio 2024) il provvedimento della Provincia di Vicenza di individuazione dei responsabili della contaminazione del sito produttivo ex Miteni. Fino ad ora, Mitsubishi, Eni Rewind e il gruppo Ici sono sì intervenuti nel percorso di messa in sicurezza e di bonifica, ma sempre dichiarandosi “soggetti non responsabili”.
La pronuncia del Consiglio di Stato chiarisce che lo devono fare in quanto responsabili. Dettaglio non da poco, spiegano dall’Avvocatura della Provincia, perché offre alla Provincia lo strumento della “denuncia per omessa bonifica” qualora uno dei responsabili dovesse tirarsi indietro.
Si attende ora un’altra pronuncia del Consiglio di Stato, quella sul ricorso della società “Manifattura Lane Gaetano Marzotto e Figli”, che la Provincia ha individuato tra i responsabili assieme a Mitsubishi, Eni Rewind e al gruppo Ici, e su cui il Tar Veneto ha già dato ragione alla Provincia.
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