Autovelox, Michelusi “chiama” Salvini: “Senza regole noi disarmati. E addio sicurezza”

Un territorio di 116 mila abitanti, 17 Comuni, vent’anni di investimenti sulla sicurezza stradale. E oggi, paradossalmente, meno strumenti per controllare la velocità di ieri. È il quadro che ha spinto il presidente del Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino, Giampi Michelusi, a scrivere al ministro Matteo Salvini una lettera dai toni istituzionali ma dal contenuto inequivocabile: serve subito una norma chiara sugli autovelox, perché l’attuale caos giuridico sta mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
La missiva, firmata da Michelusi “per tutti i sindaci del Consorzio”, non usa mezzi termini: “Negli ultimi anni abbiamo intensificato gli sforzi per garantire sicurezza stradale, raccogliendo le richieste di residenti, famiglie e utenti vulnerabili. Ma il quadro normativo attuale sta compromettendo la nostra capacità di prevenzione”, scrivono i primi cittadini, ricordando come la velocità eccessiva resti una delle principali cause di incidenti.
E i numeri lo confermano. Secondo l’ultimo rapporto Istat, la velocità è responsabile del 32% degli incidenti mortali in Italia. Nel 2023 si sono registrati 3.159 decessi sulle strade, con un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente. Nel Veneto, gli incidenti legati alla velocità sono cresciuti del 7%, con un picco proprio nei tratti urbani e periurbani, dove si concentra la maggior parte degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, studenti, anziani.
https://www.ecovicentino.it/wp-content/uploads/2026/05/616231181_10233956356669696_3000798037066153783_n-1024×768.jpgÈ in questo contesto che i sindaci denunciano l’effetto delle recenti pronunce della Cassazione, che hanno ribadito la necessità dell’omologazione ministeriale dei dispositivi di rilevazione della velocità. Una richiesta legittima, ma che – in assenza del decreto attuativo – ha prodotto un vuoto operativo: “Il permanere dell’attuale incertezza normativa sta determinando una progressiva riduzione della capacità di controllo e prevenzione, proprio nei contesti dove i cittadini chiedono maggiori garanzie”, si legge nella lettera. Il rischio, spiegano i sindaci, è duplice: da un lato la perdita di efficacia dei controlli, dall’altro la possibilità che anni di investimenti – economici, tecnologici e formativi – vengano vanificati: “I dispositivi di rilevazione elettronica della velocità non sono strumenti di repressione, ma presidi fondamentali per la tutela dell’incolumità pubblica e la salvaguardia della vita umana”, scrivono ancora, sottolineando come la loro funzione deterrente sia oggi indebolita.
Il Consorzio chiede dunque al ministro Salvini di intervenire rapidamente: “È indispensabile una soluzione normativa chiara, uniforme e definitiva, che consenta agli enti locali di operare con certezza giuridica e ai cittadini di confidare nella piena legittimità degli strumenti impiegati”. Una richiesta che arriva dopo mesi di attesa del decreto annunciato dal Ministero, ma mai emanato. La conclusione della lettera è un appello alla responsabilità nazionale: “La sicurezza stradale deve rimanere una priorità. Gli enti locali devono poter disporre di strumenti efficaci, affidabili e giuridicamente inattaccabili”. Un messaggio che, al netto del linguaggio istituzionale, suona come un avvertimento: senza regole chiare è come affrontare il far west disarmati.
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