Servizi a rischio per lo sciopero generale oggi contro salari bassi e riarmo

Giornata difficile quella di oggi (29 maggio) per lo sciopero generale che coinvolge tutti i settori pubblici e privati. Sono diverse le rivendicazioni delle sigle sindacali, che denunciano “salari erosi, cantieri che uccidono, welfare smantellato e miliardi pubblici dirottati verso il riarmo e la complicità nel genocidio a Gaza”. Lo sciopero, come detto, coinvolge tutto. Dunque, tutti i settori potrebbero essere colpiti dall’agitazione, con potenziali disagi che potrebbero interessare una vasta gamma di servizi, dalle scuole ai trasporti alla sanità.
Lo sciopero potrebbe interessare anche la scuola: il ministero dell’Istruzione ha emesso una nota annunciando la mobilitazione. A fermarsi sono però anche i Vigili del Fuoco, il cui sciopero sarà di 4 ore per il personale turnista. Possibile anche un impatto sul servizio sanitario nazionale, anche per quanto riguarda appuntamenti medici. Sono però garantiti sempre i servizi minimi. Per il trasporto Regionale sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle ore 6 alle 9, e dalle ore 18 alle 21. Trenitalia, tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione.
A sostegno dello sciopero Cub ha pubblicato un report nel quale vengono denunciate le cause che hanno spinto le sigle sindacali a proclamare la sollevazione. Nel testo si legge che “mentre i prezzi dei beni essenziali sono esplosi, l’Italia vanta un primato negativo tra le economie avanzate: a inizio 2025 i salari reali risultavano inferiori del 7,5% rispetto al 2021”. Inoltre viene sottolineato come stia esplodendo “il part-time involontario, una gabbia di ore ridotte e salari da fame che intrappola l’8,5% degli occupati, accanendosi in particolare sulle donne (13,7%) e sui giovani”. Viene poi evidenziato come “nel 2025, l’INAIL ha registrato 1.093 denunce per infortuni mortali, di cui 8 riguardanti giovani studenti”, mentre “il welfare pubblico arretra, privatizzando di fatto il diritto alla salute”. Infine viene denunciata la spesa per “finanziare il riarmo” e “la complicità con il genocidio a Gaza”.