Strage di pecore macellate e abbandonate, Squarzon: “Grave rischio sanitario”

Non solo un episodio isolato, ma un possibile filo che unisce due ritrovamenti ravvicinati e inquietanti. Le indagini procedono con la necessaria cautela, ma sul territorio cresce la convinzione che dietro ai sacchi di resti animali abbandonati non ci sia il caso. E il sindaco di Monte di Malo, Mosè Squarzon, questa volta si spinge oltre la prudenza istituzionale, indicando apertamente la gravità anche sul piano sanitario e lasciando intendere che una spiegazione plausibile esista.

L’ultimo rinvenimento è avvenuto lungo via Gamba, dove sono comparsi quindici sacchi neri contenenti interiora e parti di circa venti pecore macellate. Una scena che ha richiesto l’intervento immediato dei veterinari dell’Ulss 7 e dei Carabinieri Forestali, impegnati a mettere in sicurezza l’area e ad avviare gli accertamenti su quanto accaduto. A colpire non è solo la quantità dei resti, ma anche il modo in cui sono stati smaltiti. Materiale biologico lasciato all’aperto, in campagna, con potenziali conseguenze sotto il profilo igienico-sanitario. Un aspetto che lo stesso Squarzon ha voluto evidenziare nella sua denuncia pubblica sui social, parlando esplicitamente di un rischio concreto per la salute pubblica e richiamando anche scenari più ampi legati alla diffusione di malattie. Un tema particolarmente sensibile dopo gli anni della pandemia, che rende ancora più inaccettabile, agli occhi dell’amministrazione, un comportamento di questo tipo.

Il parallelismo con quanto accaduto venerdì scorso in località Gisbenti, a Valli del Pasubio, appare inevitabile. Anche in quel caso erano stati trovati involucri contenenti pellami e resti animali. Due episodi distinti, ma con caratteristiche analoghe. Gli investigatori non escludono alcuna pista e mantengono il massimo riserbo, tuttavia tra le ipotesi prende spazio quella di un possibile collegamento con il periodo dell’Eid al-Adha, la festa islamica del sacrificio. Un’eventualità tutta da verificare, ma che viene osservata con attenzione. Proprio su questo punto si inserisce la presa di posizione del sindaco di Monte di Malo. Senza attribuire responsabilità dirette, Squarzon richiama il tema dell’integrazione legandolo al rispetto delle regole: “Non si può parlare di convivenza senza il rispetto delle norme sanitarie e ambientali”, ribadisce. Parole che segnano una linea chiara e che, di fatto, circoscrivono il campo delle possibili interpretazioni, mostrando come a livello locale il collegamento tra i due episodi – oltre ad una chiara attribuzione di responsabilità – venga considerato più di una semplice ipotesi.

E anche la gestione dell’emergenza non è stata semplice. La rimozione dei resti ha richiesto un’operazione straordinaria, con il coinvolgimento anche del Comune di Malo: il sindaco Moreno Morsetti ha messo a disposizione i contenitori necessari per il recupero e il trasporto del materiale. Ora l’attenzione si sposta sulle indagini. Gli inquirenti dovranno chiarire dove sia avvenuta la macellazione, chi l’abbia eseguita e, soprattutto, chi abbia deciso di disfarsi degli scarti in questo modo illecito. Non meno importante sarà ricostruire la provenienza degli animali e verificare eventuali passaggi irregolari.

Mistero a Gisbenti: involucri sospetti e odore nauseante, indagini in corso

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