Tensione altissima nel Golfo: notte di scontri tra forze armate iraniane e statunitensi

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Notte ad alta tensione quella appena trascorsa nel Golfo Persico tra le forze armate iraniane e statunitensi. Gli Usa, che ieri avevano messo fuori uso la petroliera ‘Lexie’ diretta verso l’Iran, hanno condotto ‘raid difensivi’ sull’isola di Qeshm, colpendo una torre radio. Gli iraniani hanno reagito lanciando missili contro la nave ‘Panaya’ e prendendo di mira il Kuwait e il Bahrein. Secondo la tv iraniana, esplosioni sono state inoltre udite in Iraq, e le sirene avrebbero suonato anche in Arabia Saudita.

Gli scontri sono arrivati dopo una telefonata durissima per piegare Benjamin Netanyahu e non far saltare il tavolo delle trattative con l’Iran appeso a un filo. Quando Donald Trump ha alzato il telefono per parlare con l’alleato israeliano ha sfogato tutta la sua rabbia: “Sei un pazzo. Senza di me saresti in galera”, ha tuonato il presidente americano accusando Bibi di essere un ingrato.Di fronte all’attacco frontale il premier israeliano ha ordinato lo stop dei combattimenti.

Intanto nonostante l’accordo con Trump gli scontri continuano: Israele ha condotto vari raid in Libano, mentre Hezbollah ha rivendicato la responsabilità degli attacchi avvenuti dopo il cessate il fuoco annunciato dal presidente americano. In questo contesto di alta tensione, Libano e Israele sono tornati a sedersi per un nuovo round di trattative a Washington, sotto l’egida degli Stati Uniti. L’amministrazione Trump è consapevole che le due partite sono sempre più incrociate e non può permettersi che Israele, suo alleato di ferro contro l’Iran, possa far deragliare i negoziati in corso. Il “piccolo intoppo” in Libano, così come il commander-in-chief lo ha definito, è “stato risolto rapidamente” e si continua a lavorare a un’intesa che potrebbe avvenire nel corso della “prossima settimana”.