Libano, Unfil: ucciso un casco blu. Il cessate il fuoco non regge

Un casco blu della missione Unifil è stato ucciso nel sud del Libano dopo che un colpo di mortaio ha colpito una posizione vicino a Marjayoun. Altri due militari della missione Onu risultano feriti. Il casco blu morto è serbo, lo comunica il Ministero della Difesa di Belgrado.
La Farnesina esclude che ci siano italiani coinvolti nell’attacco, avvenuto nel settore est, dove non ci sono connazionali. Il raid è avvenuto nonostante l’annuncio di una tregua condizionata tra Israele e Libano, raggiunta dopo colloqui internazionali a Washington, riferiscono i media libanesi. Hezbollah però ha respinto il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. In una dichiarazione, ripresa da Sky News uk, il gruppo militante afferma di aver “informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Hezbollah aggiunge inoltre di considerare “il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi” come “condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo”.
L’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano dunque non regge. Nella notte italiana era stata raggiunta un’intesa per una tregua, ma nella giornata di oggi sono continuati i raid e gli attacchi dell’Idf, che hanno portato alla morte del casco blu dell’Onu nel sud del Libano. La missione ha annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire le circostanze dell’accaduto, sottolineando di aver registrato negli ultimi tempi un numero crescente di attacchi. “La violenza deve cessare”, si legge nella nota in cui si invitano tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite.
Nella notte italiana era stato raggiunto un primo accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano. “A seguito delle negoziazioni guidate dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato l’attuazione di un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco è subordinato a una completa cessazione del fuoco di Hezbollah e all’evacuazione di tutti gli esponenti di Hezbollah dal Settore Sud del fiume Litani”, si legge in una dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Israele e Libano.
L’accordo prevede la creazione di “zone pilota” sotto il controllo esclusivo dell’esercito libanese. Nella dichiarazione si annuncia che i prossimi colloqui tra Israele e Libano si terranno dal 22 giugno. Israele ha “riaffermato che la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere raggiunti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento della sua infrastruttura in tutto il Libano”.