Intimidazioni all’aspirante cronista: padre Patriciello a Bassano abbraccia Adriano Cappellari

Si sono incontrati ieri a Bassano del Grappa il prete anti-camorra padre Maurizio Patriciello e l’aspirante giornalista Adriano Cappellari, oggetto nei giorni scorsi di gravi atti intimidatori nella sua casa di Enego. L’amicizia fra i due va avanti da qualche anno e ieri l’occasione dell’incontro è stata la festa per i venti anni del Gif, il comitato Giovani in Festa, l’iniziativa organizzata insieme al Comune dei Giovani e col patrocinio del Comune di Bassano del Grappa.
Tema dell’incontro, che si è tenuto presso gli impianti sportivi di Santa Croce e che ha visto il suo cuore nell’intervista proprio al parroco di Caivano (Napoli), c’era la domanda “Ma che ci sto a fare al mondo?“. E’ stata l’occasione per parlare di impegno civile e legalità, ma anche di fede. Erano presenti autorità comunali e regionali, insieme a tantissimi giovani.
L’abbraccio fra Cappellari e padre Patriciello, in apertura di serata, è stato accolto da un lungo applauso: una specie di risposta pubblica e comunitaria all’attentato incendiario dei giorni scorsi. “Contro la paura serve responsabilità quotidiana”, ha detto il prete-coraggio, vittima insieme alla premier Meloni e allo stesso Cappellari di intimidazioni nei mesi scorsi.
Poco dopo le 23 di sabato 30 maggio una persona travisata, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza installate nell’abitazione, ha piazzato una bomba incendiaria davanti al cancello della sua abitazione in una contrada di Enego. Adriano Cappellari, 20 anni e la faccia del bravo ragazzo, suo malgrado è finito in una storia più grande di lui.
Nei giorni scorsi il giovane cronista di Enego (di soli 20 anni), frastrornato ma rincuorato dalle numerose attestazioni di vicinanza e solidarietà ricevute, ha accolto anche la visita di Monica Andolfatto, componente della giunta nazionale della Fnsi, e di Diego Neri, vicesegretario vicario del Sindacato giornalisti del Veneto: un incontro davanti alla presenza discreta dei carabinieri, uno in divisa, l’altro in borghese, chiamati a rafforzare la sicurtezza del giovane cronista del quindicinale L’Altopiano e collaboratore del Giornale di Vicenza.
Fra qualche mese potrà chiedere l’iscrizione all’Albo dei giornalisti.
Attentato incendiario contro Adriano Cappellari. Meloni: “Atto inaccettabile”
“All’indomani dei fatti – ha raccontato ai colleghi – sono stato in caserma per cinque ore e ringrazio le forze dell’ordine per quanto stanno facendo. Se mi sono fatto un’idea? Sinceramente no. Mi sento di escludere che l’attentato possa essere ricondotto alla mafia. Certo è che le minacce e le azioni intimidatorie sono legate alla mia attività di cronista in particolare dalle colonne de L’Altopiano. Una delle lettere minatorie è stata recapita nella sede del periodico e c’era scritto espressamente che mi dovevano eliminare dalla redazione. Ma non ho scritto di particolari vicende. Ho fatto parte del tavolo della legalità del Comune, e in tale veste abbiamo invitato don Maurizio Patricello, il prete coraggio di Caivano, con il quale ho costruito una bella amicizia. È stato tra i primi a telefonarmi. Il mio sogno è solo quello di fare il giornalista e non mollo”.

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