Garlasco, Alberto Stasi verso la scarcerazione: sì all’affidamento in prova

Alberto Stasi potrebbe presto uscire dal carcere. Ed essere affidato in prova ai servizi sociali. Il condizionale è d’obbligo perché i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano, dopo l’udienza che si è svolta in gran segreto al Palazzo di Giustizia, sono tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio, e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni.
Quella che si configura come una svolta nel delitto di Garlasco, arriva dopo dieci anni e sei mesi di detenzione trascorsi dall’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. L’istanza era stata presentata dalla difesa un paio di mesi fa e, questa volta, anche la sostituta pg Valeria Marino si è unita alla richiesta dei legali concedendo il suo parere favorevole, innanzitutto per via della buona condotta del quarantaduenne. Ma anche per le relazioni positive del carcere di Bollate, del lavoro da contabile in un’azienda del centro di Milano e per il fatto che pur dichiarandosi innocente ha continuato a risarcire la famiglia della vittima. Ma anche per via del riserbo tenuto dopo l’intervista concessa alle Iene.
Se il Tribunale dovesse accogliere l’istanza, Stasi non dovrà più far rientro nella cella dove, da aprile dello scorso anno, da quando ha ottenuto la semilibertà, tornava solo in serata. E neppure tutte le sere, per via dei permessi che già gli erano stati accordati. La concessione dell’affidamento in prova non è collegata con l’eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza, né all’indagine della procura a carico di Andrea Sempio.
A margine del Forum in Masseria a Manduria, in Puglia, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ribadisce il carattere “discutibile” della condizione in cui si è trovato Stasi, “assolto per due volte, alla fine condannato senza rifare ex novo il procedimento”. Definendo tutta la vicenda “un’anomalia”.