Israele annuncia il cessate il fuoco in Libano. L’Iran chiude lo Stretto di Hormuz

Dopo una giornata segnata da violenti combattimenti e da un nuovo aumento della tensione regionale, dal Medio Oriente arriva un possibile spiraglio diplomatico. Israele ha annunciato il cessate il fuoco in Libano, mentre Stati Uniti e Iran tentano di riaprire il canale negoziale sul programma nucleare di Teheran.

Secondo quanto riferito dall’emittente israeliana Channel 12, l’ordine di interrompere le operazioni militari sarebbe stato impartito direttamente dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz, in coordinamento con gli Stati Uniti. Le Forze di difesa israeliane avrebbero quindi ricevuto indicazione di sospendere gli attacchi dopo una giornata caratterizzata da pesanti bombardamenti e scontri lungo il confine meridionale libanese.

L’annuncio arriva però in un quadro ancora estremamente fragile. L’Iran ha infatti reagito duramente alle operazioni israeliane, accusando Tel Aviv di aver compromesso l’intesa raggiunta con Washington. Teheran sostiene che il Libano rientrasse tra i punti previsti nel memorandum siglato con gli Stati Uniti e che i raid israeliani rappresentino una violazione degli impegni assunti.

In risposta a quella che definisce una mancata attuazione dell’accordo, la Repubblica islamica ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale. Una decisione destinata ad avere conseguenze rilevanti sul piano internazionale: attraverso questo passaggio strategico transita infatti una quota significativa del commercio mondiale di petrolio e gas naturale.

Nonostante il clima di forte tensione, la diplomazia prova a rimettersi in moto. L’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff è atteso in Svizzera, dove potrebbe svolgersi il primo round di colloqui sul nucleare iraniano. Nelle stesse ore è previsto anche l’arrivo del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sebbene fonti vicine alla delegazione di Teheran precisino che il programma potrebbe subire modifiche in base all’evoluzione della situazione sul terreno.

I negoziati, inizialmente previsti nei giorni scorsi, erano stati rinviati proprio a causa dell’escalation militare in Libano. L’obiettivo resta quello di salvare il percorso diplomatico e impedire che la crisi si trasformi in un conflitto regionale ancora più ampio.