Ascom Thiene festeggia 80 anni: “Siamo la bussola dei commercianti”. Fotogallery

Una grande festa in una location da sogno per celebrare un compleanno speciale L’associazione commercianti di Thiene ha scelto il castello per festeggiare i suoi primi 80 anni. Un evento che ha riunito associati e istituzioni, che è stato anche l’occasione per fare il punto sul passato, il presente ed il futuro del settore. “80 anni a fianco della città”, ha commentato con orgoglio il presidente Andrea Retis, che ringraziando chi è venuto prima di lui ha spiegato il ruolo dell’associazione oggi: “Essere una bussola strategica per i commercianti, traghettandoli tra transizione ecologica, e-commerce e nuove abitudini di consumo, senza mai perdere il valore del contatto umano”.

Era il 29 marzo 1946 quando nel dopoguerra nasceva la Confcommercio di Thiene e oggi a raccontare cosa significa essere la guida per i commercianti è il direttore Sergio Terzo.

Com’è cambiato il mercato e che ruolo ha un’associazione come Ascom oggi?
“Una volta il mondo ci metteva decenni per cambiare, oggi cambia rapidamente e noi dobbiamo adeguarci ed interagire. Soprattutto nel nord-est, oggi ad essere in maggiore difficoltà è il settore della piccola e media impresa. La piccola distribuzione, come ad esempio il “casolino”, funziona perchè si rivolge ad una clientela mirata e ha una capacità rapida di adattamento. La grande distribuzione funziona perché è sostenuta dai numeri. La media distribuzione è in difficoltà perché si trova nel mezzo ed ha come riferimento quella classe media che oggi non esiste più”.

Che cosa fa la differenza tra un’impresa commerciale che funziona e una che non funziona?
“La differenza la fa la capacità imprenditoriale del titolare dell’impresa, la sua bravura ad intuire l’evoluzione del mercato, la capacità di organizzare il lavoro e dare un buon servizio. Se osserviamo con attenzione diverse realtà che appartengono allo stesso settore, vediamo che ci sono aziende che funzionano molto bene, altre mediamente bene e altre che non funzionano per niente. Le imprese oggi devono avere come punti fermi la qualità e il servizio, ma alla fine la differenza tra chi funziona e chi no è data dalla capacità imprenditoriale”.

Che cosa ha minato il mondo del commercio nei tempi più recenti?
“Ci sono vari fattori. Sicuramente la grande distribuzione ha portato via con sé fette di mercato. E poi c’è l’online, prediletto dai giovani ma che prende sempre più piede anche tra i meno giovani. Un segmento che sta diventando abitudine per molti”.

Cosa deve fare un’associazione come Ascom per affrontare questo contesto così delicato?
“Dobbiamo partire dal presupposto che noi non inventiamo nulla. Noi dobbiamo leggere la situazione attuale e capire l’evoluzione del mondo del commercio e del mercato. Dobbiamo saper fare analisi, saper prevedere le sfide che arriveranno nel futuro. Partiamo da un punto: il contesto globale è instabile, di conseguenza è instabile il mercato, quindi il mondo del commercio non avrà a breve una stabilità ma sarà ancora in balìa dell’instabilità. Le guerre non aiutano di certo”.

Le associazioni di categoria serviranno ancora in futuro?
“Le associazioni hanno una grande responsabilità e un grande ruolo. La chiave è evolvere e farlo in accordo con l’evoluzione del mondo e della società. Non basta più dare servizi, dobbiamo evolvere nel comparto delle consulenze, dobbiamo intuire le innovazioni, fare da apripista. Dobbiamo sforzarci per aiutare gli imprenditori a crescere. Tornando ai controlli per il rispetto di sicurezza e legge, il nostro compito come associazione è anche quello di formare i nostri imprenditori in questo ambito. E dare una mano a chi ha in corso qualche procedimento”.

Di cosa si occupa Ascom nello specifico?
“Ascom si occupa del comparto terziario in generale. Il commercio non si genera da solo, il commercio vive di luce riflessa, noi non produciamo la ricchezza, noi la distribuiamo. Noi collaboriamo con i fornitori, con i dipendenti, siamo bravi se facciamo crescere la ricchezza di altri e distribuiamo servizi e prodotti”.

Foto di gruppo degli ex direttori AScom mandamentale di Thiene: da sinistra Ivo Carollo, Giuseppe Dalla Stella, Nicola Maragnin e Franco Benvegnù. Durante la serata in molti hanno ricordato anche la figura del direttore precedente all’attuale Sergio Terzo: Claudio Ballardin, mancato improvvisamente a Ferragosto 2022

E’ una responsabilità importante
Quando una vetrina si spegne è un danno per l’intero paese. E oggi, con l’esperienza data dagli anni, sappiamo che quando una luce si spegne non si riaccende. Per questo per noi è importante fare formazione, non solo ai dipendenti, ma anche agli stessi imprenditori. Il mondo cambia, evolve, cambiano regole, richieste, leggi. E gli imprenditori devono essere aggiornati con i nuovi sistemi, le nuove regole, la nuova tecnologia.
Oggi cosa manca ai commercianti?
Oggi manca soprattutto il ricambio generazionale, in particolar modo nel mondo della ristorazione, ma non solo. Accade anche in settori che funzionano molto bene. Conosco tanti commercianti che hanno attività che lavorano, che non hanno problemi. Ma magari i figli hanno studiato altro, non sono interessati a portare avanti l’attività di famiglia, qualche figlio si è trasferito all’estero. Una volta era quasi automatico per i figli proseguire l’attività di famiglia, ma il mondo di oggi è diverso da quello di anni fa.

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