Emergenza abitativa, sindacati in piazza: “Il Piano Casa del Governo favorisce la speculazione”

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Mobilitazione a Vicenza e in tutta la regione contro le politiche abitative dell’esecutivo. Oggi i sindacati di Sunia Cgil Veneto hanno organizzato una serie di presidi davanti alle Prefetture per protestare contro il nuovo Piano Casa varato dal Governo, giudicato del tutto inadeguato a rispondere alla drammatica emergenza che colpisce migliaia di famiglie, lavoratori e studenti universitari. Secondo il sindacato degli inquilini, il provvedimento nazionale grava la crisi, lasciando il mercato alla mercé della speculazione finanziaria.

Quattro i nodi della protesta. Il Sunia Cgil ha messo nel mirino quattro pilastri del provvedimento nazionale, considerati fortemente penalizzanti per le fasce medie e deboli. La dismissione dell’edilizia pubblica, con la progressiva riduzione del patrimonio di case popolari, riduce l’offerta per chi si trova in condizioni di vulnerabilità. Ci sono poi gli affitti privati che non sono sottoposti a calmierazione dei canoni del mercato, l’eccessivo affidamento ai fondi privati che “rischia di trasformare il diritto alla casa in un terreno di pure operazioni speculative”. E infine, secondo Sunia, il Social Housing sarebbe un inganno: “Il vincolo di edilizia convenzionata cessa dopo soli 12 anni – spiegano i sindacati – Un termine troppo breve, che rischia di trasformare un intervento teoricamente sociale in una speculazione immobiliare a medio termine”.

Nel mirino del sindacato degli inquilini anche gli sfratti più facili: “In un momento di crisi economica come quello in cui stiamo vivendo è inaccettabile che si renda più semplice sfrattare chi è in difficoltà”, spiegano i rappresentanti di Sunia Cgil. Oltre ai contenuti del piano, il sindacato contesta fermamente il metodo politico basato sul mancato coinvolgimento delle parti sociali. “Questo Piano casa è lontano dalle esigenze reali delle persone”, attacca Emilio Viafora, segretario generale del Sunia Cgil Veneto.

Di fronte allo stallo nazionale, l’obiettivo dei presidi si sposta anche sul livello locale, con una chiamata diretta in causa alla Regione Veneto: “Diventa urgente che la Regione Veneto si assuma le proprie responsabilità – conclude Viafora – Non possiamo più aspettare le risposte che da Roma non arrivano. È indispensabile che la Regione adotti immediatamente misure concrete sul territorio, stanziando risorse per il fondo affitti e investendo seriamente nella ristrutturazione degli alloggi pubblici sfitti”.

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