Strage di Viareggio: condanne definitive. Moretti si costituisce in carcere

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In cella “con la schiena dritta”. Mauro Moretti si costituisce e va in carcere a 17 anni dalla strage di Viareggio: era il 29 giugno del 2009 quando per il deragliamento di un treno e l’esplosione di una cisterna di Gpl morirono 32 persone. L’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato è stato condannato definitivamente a cinque anni per disastro ferroviario colposo e incendio. “Non posso fare altro, accetto la sentenza e rispetto lo Stato”, ha detto l’ex manager prima di entrare – ieri sera –  nel penitenziario di Orvieto.  “Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto. Ho la schiena dritta e la testa alta, come si sa. Vado, e spero che non sia per troppo tempo”. Persone a lui vicine ribadiscono la sua convinzione di essere in carcere da innocente.

I giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte, ieri hanno rigettato i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter che aveva confermato, tra gli altri, la condanna a cinque anni di reclusione per Moretti. Confermate inoltre le condanne anche per altri 10 imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato.La sentenza chiude uno dei procedimenti giudiziari più lunghi e complessi della storia recente italiana, sviluppatosi attraverso una pluralità di gradi di giudizio e rinvii disposti dalla stessa Cassazione.

 “Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta”, commenta la legale dell’ex manager, l’avvocata Ambra Giovene, aggiungendo: “Moretti non è colpevole. Non lo dico io ma le carte”. É presumibile che la legale, appena sarà possibile, presenterà un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari.