Il camionista dello schianto: “Stava bene, si è scusato per il tamponamento, poi il botto”

Non si da’ pace, Marco Turbian, camionista thienese coinvolto ieri – 25 giugno – nell’incidente costato la vita, nella galleria Spv a Malo, a don Francesco Andreoli e ad Alberto Fioretto. Da ieri si rimprovera, pur senza avere colpe, di non aver fatto abbastanza. E ha sentito l’urgenza di buttar fuori su Facebook l’onda di lacrime che da ieri lo ha travolto. E non manca di rivolgere un pensiero anche all’uomo, un papà (“aveva il seggolino in auto”) alla guida dell’Audi che ha travolto la vettura del salesiano, fermo dopo aver tamponato il camion mentre andava verso una giornata di divertimento a Gardaland con la comitiva dei ragazzini e le ragazzine del Grest dell’oratorio Don Bosco di Schio.

Scrive, Marco Turbian, e si rivolge direttamente a don Francesco.

“Era una normale mattina come tante, si carica e si va al lavoro. Il caldo era già soffocante. Come sempre, si parte affidando la nostra vita all’esperienza ma sopratutto al destino. Ero in quella maledetta galleria in quel momento, in quell’istante sbagliato.
Mi hai toccato leggermente il posteriore, guardo lo specchio e vedo che sbandi e ti fermi in seconda corsia.
Accosto scendo ti chiedo: ‘tutto ok?’ Pollice su, sto bene. ‘Scusami’. ‘Macché, figurati mi hai preso solo il fanale’. Poi risali in auto e io con le mani ti ho fatto il gesto di scendere. Era pericoloso: c’è chi rallenta, c’è chi corre.
Torno in camion per dire al mio collega di bloccare l’autostrada. ‘Fai qualcosa ferma tutto!’. Neanche il tempo di dirlo e quel boato, poi quel silenzio improvviso e quelle immagini che non scorderò mai.
Mi avevi detto che stavi bene e dopo poco, il vuoto.
Scendere e chiedere scusa ha dimostrato anche se non serviva che anima bella eri. Volevo fermare, farti scendere ma non ci sono riuscito.
Non passa minuto della giornata che non pensi che se ci capivamo, magari sareste ancora qua. Cinque minuti che ti cambiano la vita per sempre. Un pensiero anche al ragazzo dell’Audi, probabilmente un padre di famiglia: in auto aveva il seggiolino. Tremava piangeva.
Il Signore sceglie sempre le anime migliori. Le lacrime non smettono di scendere perché stavi bene, bastava solo farti scendere. E non ci sono riuscito. Una parte di me è morta con voi”.

Spv, schianto in galleria: morti il salesiano don Francesco Andreoli e un animatore sedicenne

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