La fiaccolata per “don Fra”e Alberto: “La loro morte sia seme di vita”. Venerdì i funerali

Qualcuno ha parlato di diecimila persone, alla fiaccolata silenziosa in centro a Schio ieri sera, lunedì 29 giugno, in memoria del giovane salesiano don Francesco Andreoli e dell’animatore Alberto Fioretto. Probabilmente erano meno ma erano in ogni caso una moltitudine, un lungo fiume umano partecipe e silenzioso: sicuramente 6-7 mila persone, tantissime, hanno attraversato ieri sera il centro di Schio e si sono poi invaso in un flusso continuo il campo da calcetto, basket, pallavolo e quello da calcio, all’esterno dell’oratorio Don Bosco.

Una intera comunità ha voluto esserci, ignorando la calura, per stringersi a chi in questo momento piange, per dire grazie alle vite di “donFra” e “Berto” (come li ha chiamati il papà del sedicenne), per condividere il dolore che in un attimo, la mattina di giovedì scorso,ha sconvolto la città di Schio. C’era anche molta gratitudine, ieri sera, per quello che i Salesiani e il loro lavoro con i giovani rappresentano per Schio.

A sottolineare la partecipazione di tutta la comunità, le serrande dei locali abbassate. In testa, lo striscione con il motto di San Giovanni Bosco: “Uno solo è il mio desiderio: vedervi felici nel tempo e per l’eternità”. Tantissimi bambini e bambini, tantissimi giovani, ma anche tanti adulti e tanti anziani, hanno camminato commossi illuminando il centro con le 2500 torce messe a disposizione dall’organizzazione. C’erano le comunità straniere (che hanno annullato la festa dei popoli di metà giugno in segno di lutto), i diversi gruppi di animazione e sportivi, ognuno riconoscibile dalla sua maglietta colorata. Tanti scout, di cui don Francesco era parte. Nazionalità diverse, anche religioni diverse. Forse la prima volta in cui tutte le anime di Schio sono scese in strada e hanno camminato insieme, partendo da Piazza Alessandro Rossi e arrivando all’interno dell’area del patronato: è stato necessario aspettare a lungo, affinchè arrivassero tutti.

Gli interventi
Toccante l’intervento del papà di Alberto Fioretto. “Quando ho visto tutta questa gente, vi dico la verità, volevo tornare indietro, vivere il nostro dolore in privato, ma poi ho sentito il calore delle persone, ho ripensato a tutte le testimonianza di vicinanza. E ora son molto felice di essere qui. Ho guardato questa candela, che vibrava e bruciava senza paraventi, come è stato il darsi di Alberto e Don Francesco. Alberto mi parlava sempre di “Don Fra”. Chissà cosa stava confabulando in auto, quando è successo, di sicuro stavano progettando qualcosa. Le loro vite sono state dinamite. Anche io voglio imparare a vivere di più senza paraventi”. Come dire: ardere di vita, senza risparmiarsi”.

Poi, i tre brevi interventi: don Don Ivan Ghidina, direttore della casa salesiana scledense, nel ricordo del padre di Alberto e nell’intervento del direttore dei Salesiani don Ivan Ghidina, che invita a trovare risposte nella speranza: “Sono giorni molto duri per tutti, viviamo smarrimento e impotenza, vengono a galla tutte le nostre fragilità, ma stiamo sperimentando tanta vicinanza, affetto, preghiera, solidarietà, aiuto concreto. Si vede che la nostra comunità di Schio è sensibile e buona. Alberto era uno dei duecento giovani animatori, qui presenti, sulle loro spalle generose c’è il Grest, con il sorriso e la gioia dentro. Alberto è stato contagioso nella gioia. Don Francesco ha incarnato bene lo spirito di don Bosco: la gioiosa capacità di accogliere chiunque, trasmettendo positività. La loro morte sia un seme di vita, ci sproni a ripartire e fare il bene”.

“Sono giorni di grandissima sofferenza – ha detto la sindaca Cristina Marigo, accompangata da assessori, consiglieri e dai rappresentanti dei Comuni vicini – per la nostra città, che si è fatta silenziosa. Ma questo silenzio dice tanto della nostra comunità. Il dolore non deve avere l’ultima parola. Dobbiamo portare avanti quello in cui loro hanno creduto. E’ giusto ricordarli così, portando gioia, l’unico pensiero che riesce a sollevare lo spirito. Don Francesco non avrebbe voluto solo sofferenza. Il nostro dovere è portare avanti il loro spirito e la loro generosità, la gioia e la speranza. Non fermiamoci al dolore, va affrontato e possiamo affrontarlo insieme. Noi ci siamo, dico alle famiglie non siete soli”.

Venerdì i funerali congiunti
I funerali delle due vittime dell’incidente nella galleria Spv di Malo sono fissati al PalaRomare venerdì pomeriggio alle 18.30. La camera ardente sarà all’oratorio salesiano giovedì 2 luglio dalle 10 alle 17 e venerdì 3 dalle 9 alle 12. Le veglie di preghiera sono in programma giovedì alle 18,30 in Duomo a Schio e alle 20,30 nella chiesa parrocchiale Santa Croce a Verona (da dove era originaria don Francesco). Una Santa Messa funebre per don Francesco sarà celebrata anche sabato 4 luglio alle 9 sempre nella chiesa parrocchiale Santa Croce di Verona, mentre la sepultura avverrà subito dopo, alle 12,30 nella cappella dei Salesiani nel cimitero monumentale di Verona.

Domani, mercoledì 1 luglio il Comune di Schio, in accordo con i Salesiani, ha organizzato un momento di ascolto e sostegno psicologico per i ragazzi e le ragazze presso il Faber Box.

– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.

Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.