Egitto: Nessy Guerra portata in caserma con la figlia dalla polizia

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Nessy Guerra, la 27enne sanremese bloccata in Egitto con la sua bambina e condannata per adulterio dopo la denuncia dell’ex marito, sarebbe stata prelevata dalla località segreta in cui si trova e portata dalla polizia egiziana in caserma. I fatti sarebbero avvenuti intorno alle 4, ora italiana, di questa mattina. Con la donna anche la figlia di 3 anni e mezzo. La notizia è stata confermata a Fanpage.it dall’avvocata Agata Armanetti, che ha riferito di essere stata contattata direttamente da Nessy, e dalla Farnesina in una nota.

Nel comunicato si legge: “Apparentemente il motivo della convocazione sarebbe un ordine del giudice egiziano di far vedere la piccola al padre Tamer Hamouda. L’affidamento della minore è punto centrale di una lunga contesa con l’ex marito, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al console italiano a Hurghada. Il Governo italiano in queste ore sta facendo pressioni con le autorità egiziane al massimo livello per garantire la massima protezione della connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenze o minacce da parte del marito”.

Sul posto sono arrivati l’ambasciatore italiano al Cairo Agostino Palese e la Console Giulia De Nardis e sarebbe stato convocato anche l’ex marito della 26enne, Tamer Hamouda, che avrebbe chiesto di poter vedere la bambina, come confermato dall’avvocata Armanetti: “C’è un ordine della Procura che la obbliga a incontrare l’ex marito perché lui deve vedere la bambina”. Ma il problema, ci spiega la legale, è “la sentenza di adulterio che nel posto dove Nessy si trova perché non sanno che è stata condannata. Se lui lo fa sapere, la portano via e le portano via la bambina”.

L’uomo è stato condannato in via definitiva in Italia per maltrattamenti nei confronti di un’altra donna e ha denunciato Nessy per adulterio, querela da cui è nata la condanna della 27enne in primo e secondo grado. Proprio nei giorni scorsi è stato depositato il ricorso in Cassazione. Nelle settimane passate è finito per poco in cella per aver minacciato il viceconsole a Hurghada.