Ceuta, Piantedosi: “Ripristino dei controlli non è misura contro la Spagna”

Migrants cross from Morocco into the Spanish enclave of Ceuta, Thursday, July 30, 2026. (AP Photo/Antonio Sempere)
Si è svolta oggi la riunione d’emergenza – in videoconferenza – dei ministri Ue dell’Interno, dopo gli arrivi di migranti a Ceuta, l’enclave spagnola confinante col Marocco. Durante il suo intervento il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha voluto chiarire che la natura della decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è in alcun modo rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner ma una  scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi. Il ministro ha poi espresso al governo spagnolo la “sincera solidarietà dell’Italia”.

La replica di Madrid. “Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell’Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità. Vediamo che succede, se ci sarà un ripensamento. Non c’è stato alcun rischio di movimento secondario, avendo Ceuta un regime speciale. E la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio”. Lo ha detto il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska. “Noi riceviamo movimenti secondari di persone che dall’Est entrano in Spagna e non poniamo i controlli interni” nello spazio Schengen. Da Madrid arriva, alla luce di ciò, la richiesta a Roma di togliere i controlli aggiuntivi.

Intanto, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio, il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, ha assicurato che nessun migrante arrivato nell’enclave spagnola negli scorsi giorni ha varcato la soglia dell’area Schengen: “C’è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo. La riunione è stata anche un’occasione molto utile per chiarire la situazione sul campo. Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l’area Schengen non è stata colpita”.

In questo scenario internazionale il governo Meloni spinge per una nuova proposta sull’immigrazione. L’idea non è del tutto nuova e a sostenerla non è solo l’Italia: si tratterebbe di costruire dei centri per il rimpatrio di migranti in alcuni Stati africani. In testa nell’agenda italiana, secondo diversi retroscena, ci sarebbero Ruanda, Uganda e Ghana.