Pretto lascia la Lega e passa a Forza Italia: per il Carroccio vicentino è sempre più crisi

La separazione era ormai certificata. Ma mancava di capire quale sarebbe stata la nuova famiglia che lo avrebbe accolto. Erik Pretto, deputato vicentino alla sua seconda legislatura e componente della Commissione parlamentare Antimafia, ha così rotto gli indugi e annunciato oggi l’adesione a Forza Italia, ponendo fine a settimane di indiscrezioni e dopo una rottura sempre più evidente con la Lega, il partito nel quale aveva militato per oltre vent’anni e che lo aveva accompagnato fino ai banchi di Montecitorio.
Una scelta che arriva a poco più di un mese dall’uscita dal gruppo leghista alla Camera e dal successivo approdo al Gruppo Misto. Nel frattempo, attorno al parlamentare di Marano Vicentino classe 1984, si erano rincorse numerose voci, compresa quella di una possibile convergenza nell’orbita del generale Roberto Vannacci e del progetto politico Futuro Nazionale. Alla fine, però, Pretto ha scelto la strada del partito guidato da Antonio Tajani. L’annuncio segna un nuovo capitolo in una vicenda che nelle ultime settimane ha avuto toni tutt’altro che concilianti. La frattura con la Lega, maturata dopo una stagione di crescenti incomprensioni e duri scambi di accuse, si è progressivamente trasformata in una rottura politica difficilmente ricomponibile.
“Dopo vent’anni di impegno sul territorio e nelle istituzioni, non riconoscendomi più nella gestione politica del partito nel quale con tanta energia ho militato – spiega Pretto – ho maturato la convinzione che fosse giunto il momento di intraprendere un nuovo percorso, pienamente coerente con i valori che hanno sempre guidato la mia azione”. Parole che rappresentano un atto d’accusa nemmeno troppo velato nei confronti della sua ormai ex casa politica e che fotografano un disagio maturato nel tempo.
“Chi mi conosce sa che sono sempre stato un moderato e un liberale, cattolico, lontano da ogni forma di integralismo. Ho sempre creduto nella centralità della persona, nella libertà, nella responsabilità e nella sussidiarietà: principi che oggi ritrovo nel progetto politico di Forza Italia”, aggiunge il parlamentare vicentino. L’approdo di Pretto assume un significato che va oltre la vicenda personale. Il passaggio agli azzurri si inserisce infatti in una fase delicata per la Lega, alle prese da tempo con fibrillazioni interne, cali di consenso e difficoltà nel mantenere compatto quel radicamento territoriale che per decenni ha rappresentato il suo principale punto di forza. Anche in provincia di Vicenza, storica roccaforte del movimento, non sono mancati negli ultimi anni malumori, attriti e prese di distanza da parte di esponenti di peso.
Pretto rivendica una scelta maturata nel segno del pragmatismo e della continuità con il proprio profilo politico: “Ho scelto Forza Italia perché credo in una politica fatta di ascolto, competenza e concretezza. Ogni giorno incontro famiglie, imprese, giovani e associazioni che non chiedono slogan, ma risposte. Dobbiamo affrontare con pragmatismo le grandi sfide del nostro tempo: sostenere le famiglie, contrastare il calo demografico, creare opportunità per i giovani, investire nelle infrastrutture, ridurre la burocrazia e alleggerire il peso fiscale su cittadini e imprese. Infine il ringraziamento alla nuova formazione politica e ai suoi vertici: “Ringrazio il vicepremier e segretario nazionale del partito, Antonio Tajani, e tutta la classe dirigente azzurra per la fiducia e l’accoglienza che mi hanno riservato. Inizio questo nuovo percorso con entusiasmo e spirito di servizio, convinto che insieme potremo dare risposte concrete ai cittadini e contribuire alla crescita del nostro territorio e del Paese”.
Per Forza Italia un innesto di peso, forte di una consolidata esperienza amministrativa e parlamentare. Per la Lega vicentina, invece, l’uscita di Pretto l’ennesimo campanello d’allarme in una fase già complessa, certificando una crisi che non riguarda soltanto i numeri, ma anche la tenuta della propria classe dirigente storica. E che rischia di non esaurirsi con l’addio del deputato di Marano.
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