Centauri della solidarietà: la carica dei 120 per mettere in moto il dono nelle strade vicentine

Da Monte Berico a Tonezza del Cimone, attraversando vallate, passi montani e paesi della provincia. La quinta edizione di “Metti in moto il dono” ha riunito oltre 120 motociclisti donatori di sangue in una giornata che ha celebrato non solo la passione per le due ruote, ma soprattutto l’impegno silenzioso di chi sceglie di aiutare gli altri.

Il rombo delle moto ha accompagnato un messaggio semplice ma potente: donare sangue significa salvare vite. È partita da Monte Berico, luogo simbolo della fede e dell’identità vicentina, la quinta edizione di “Metti in moto il dono”, l’iniziativa promossa da Fidas Vicenza che sabato mattina ha portato sulle strade della provincia oltre 120 motociclisti donatori. Una partenza dal forte valore simbolico, resa ancora più significativa nell’anno in cui Vicenza celebra il seicentenario della prima apparizione della Madonna di Monte Berico. Qui, dopo la benedizione impartita da uno dei padri del Santuario, la lunga colonna di motociclette ha preso il via, scortata dalla Polizia locale, trasformando la giornata in una festa itinerante della solidarietà.

“Quello di oggi è un evento che unisce sport, amore e solidarietà – racconta Luisa Segato, vicepresidente di Fidas Vicenza e anima organizzativa dell’iniziativa assieme al presidente Mariano Morbin – si tratta della quinta edizione di “Metti in moto il dono”, che ha visto un crescendo di partecipazione, con bikers proprio di tutte le età, dalla coppia più giovane di 16enni a non pochi attempati ultra 70enni, ma assolutamente in grado di dare filo da torcere a tutti gli altri”.

Parole che fotografano lo spirito della manifestazione: una comunità unita dalla passione per i motori, ma soprattutto dalla consapevolezza dell’importanza di un gesto tanto semplice quanto indispensabile. Il percorso ha toccato alcuni degli scorci più suggestivi del territorio vicentino e trentino: da Costabissara a Marano Vicentino, passando per Schio, Valli del Pasubio e la Vallarsa, fino a raggiungere Serrada, Passo Coe e Tonezza del Cimone, dove i partecipanti si sono fermati per il pranzo. Nel pomeriggio il ritorno verso Vicenza attraverso Arsiero, Piovene Rocchette e la pianura vicentina, prima della conclusione allo Store Dainese tra sorrisi, premi e momenti di convivialità.

Ad accogliere i motociclisti alla partenza c’era anche il vicesindaco di Vicenza Isabella Sala, che ha voluto sottolineare il valore civile dell’impegno portato avanti dai donatori: “Quella di oggi è una giornata memorabile, perché è giusto accendere i riflettori su quanti fanno del bene, specie se ciò avviene in forma anonima e volontaria. Ridare la speranza a chi sta male è un grande atto di generosità. C’è tanto bisogno di donatori di sangue e di persone che portino avanti l’impegno sociale con responsabilità e grande forza di volontà”.

Più che una semplice escursione motociclistica, “Metti in moto il dono” si conferma così un’iniziativa capace di trasformare una passione in un veicolo di sensibilizzazione. Un modo per ricordare che dietro ogni sacca di sangue donata c’è una storia, una cura possibile, una vita che può essere aiutata.

“Ogni giorno molte persone combattono la propria battaglia per la vita – conclude Segato – e noi cerchiamo di essere al loro fianco donando il nostro sangue: un gesto che non costa fatica, ma è in grado di restituire una grande soddisfazione, una ricompensa d’amore il cui valore non si può misurare”. E così, tra curve, tornanti e panorami delle montagne vicentine, il viaggio dei centauri della solidarietà ha ribadito ancora una volta un concetto essenziale: il dono corre veloce, ma il suo valore arriva molto più lontano.

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