Francia-Marocco, cresce l’attesa anche nel Vicentino. Ma nessun allarme “maranza”

Festeggiamenti, sabato scorso, a Legnago nel veronese: qui per stasera il sindaco ha bloccato la vendita di alcolici per questioni di sicurezza

Cresce l’attesa fra gli oltre 4.500 cittadini marocchini residenti nel Vicentino per la sfida di questa sera alle 22 tra Francia e Marocco. Un confronto che mette in palio l’accesso alle semifinali dei Mondiali: una partita che, ben oltre il valore sportivo, assume significati profondi per una comunità numerosa e ben radicata nel territorio.

L’entusiasmo si era già manifestato con forza lo scorso sabato, quando i Leoni dell’Atlante avevano superato con un netto 3-0 il Canada. A Vicenza – ma anche a Thiene e Schio – la vittoria era stata salutata da caroselli di auto, bandiere sventolate e gruppi di tifosi scesi in strada fino a tarda sera. Scene di festa che avevano accompagnato un risultato storico per la nazionale marocchina, sempre più protagonista del torneo. La sfida di oggi, tuttavia, ha un sapore diverso. Di fronte non c’è soltanto una delle grandi favorite della competizione, ma la Francia, Paese con cui il Marocco condivide una storia fatta di legami culturali, migratori e politici che affondano le radici nel passato coloniale. Una dimensione che rende il confronto particolarmente sentito da molti sostenitori marocchini, in patria come all’estero.

E mentre in diverse città italiane le autorità hanno predisposto misure preventive per evitare possibili tensioni legate all’esito della partita dopo alcune intemperanze soprattutto da parte di gruppi di “maranza”, nel vicentino il clima appare più disteso nonostante gli annunciati serpentoni d’auto e gli assembramenti di tifosi, almeno in caso di vittoria. Al momento non sono previste infatti particolari disposizioni straordinarie da parte delle forze dell’ordine. La speranza, condivisa da molti, è che qualunque sia il risultato finale prevalga il senso della festa e della partecipazione collettiva. Festa o mesta rassegnazione, dunque, ma sempre nel segno del fair play e del rispetto civile.

Sui social network, intanto, il dibattito accompagna il conto alla rovescia verso il fischio d’inizio. C’è chi manifesta apertamente la propria simpatia per la nazionale marocchina e per la sua sorprendente cavalcata mondiale, mentre altri liquidano la questione con commenti identitari come il classico “siamo in Italia”. Opinioni diverse che testimoniano come una semplice partita di calcio riesca, ancora una volta, a scaldare il dibattito. Anche quando già fa abbastanza caldo.

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