Medio Oriente è stallo ad Hormuz: Trump valuta un’escalation di attacchi

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Ancora in stallo la situazione ad Hormuz. Nuova ondata di attacchi Usa contro l’Iran nell’area dello Stretto: “Colpiti centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni”. Trump ha riunito i vertici della sicurezza nazionale, mettendo sul tavolo l’ipotesi di un’escalation di attacchi contro obiettivi strategici, dai ponti alle centrali elettriche. Al vaglio anche un intervento di terra sull’isola di Kharg per conquistare il principale terminal petrolifero iraniano. Tra le opzioni anche il bombardamento di un complesso di tunnel a Pickaxe Mountain, che gli Stati Uniti definiscono un sito fortificato che potrebbe essere utilizzato per attività nucleari segrete. Colpita una petroliera diretta in Iran.

Teheran dal canto suo, torna a minacciare di prendere di mira le infrastrutture dei Paesi del Golfo se gli Stati Uniti dovessero attaccare quelle iraniane. “Tutte le infrastrutture della regione” saranno “distrutte sotto il maglio d’acciaio” delle forze armate iraniane, ha detto il portavoce del quartier generale militare iraniano.

Nuovi attacchi delle Guardie Rivoluzionarie. Secondo quanto riferito sarebbe stato lanciato un nuovo “attacco devastante” contro la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein, e di aver “distrutto completamente i radar di ricognizione e controllo aereo”, nonché “la stazione di rifornimento di carburante dei caccia nemici dell’aggressore”. In precedenza, l’esercito iraniano aveva dichiarato di aver lanciato attacchi con droni contro la base, prendendo di mira sistemi di comunicazione e radar, inclusi i radar Super Hawk e le installazioni Patriot utilizzate dalle forze statunitensi. L’esercito giordano ha annunciato di aver intercettato otto missili iraniani diretti verso il proprio territorio, che non hanno causato né vittime né danni.

Il traffico nello Stretto di Hormuz quasi del tutto fermo. Come riferito da Lloyd’s List, “il traffico marittimo non iraniano è praticamente scomparso” nello Stretto di Hormuz a seguito della ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran. I proprietari delle navi che tentano ancora di attraversare la via navigabile contesa, optano per la navigazione “al buio”, ovvero senza transponder che comunichino la loro posizione. Lloyd’s List ha inoltre riferito che il rinnovato blocco statunitense sui porti iraniani sta “intensificando i piani, sostenuti dagli Stati Uniti, per rilanciare l’oleodotto Iraq-Siria Kirkuk-Baniyas”.

Netanyahu lunedì vede Trump alla Casa Bianca. Nel mentre, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha parlato dello stato del confronto tra Usa Iran con il suo omologo americano, il segretario alla Guerra Pete Hegseth. I due hanno concordato di “proseguire la cooperazione tra i due Paesi di fronte a qualsiasi possibile sviluppo”. Katz ha poi aggiunto: “Non abbiamo mai chiesto agli Stati Uniti di agire per nostro conto lungo i nostri confini. Ci impegniamo a difendere i cittadini di Israele da ogni minaccia, ed è ciò che intendiamo fare”, ha dichiarato Katz.