Prima notte in carcere per il gioielliere Mario Roggero. La visita di Salvini

Ha trascorso la sua prima notte in carcere Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour, nel Cuneese.

Questa mattina Roggero ha ricevuto la visita in carcere a Bollate del vicepremier Matteo Salvini: “Sta bene e ci tiene a farlo sapere. Ritiene di aver subìto un’ingiustizia. Se qualcuno non fosse entrato nella sua proprietà non avrebbe reagito. Facile commentare seduti in salotto”, ha detto Salvini aggiungendo: “Speriamo la sua detenzione duri poco. Solo Mattarella può decidere sulla grazia. Una sua candidatura? Sarei orgoglioso di poterlo candidare, stiamo esaminando i profili legali”. Insieme a Salvini sono entrati nel carcere di Bollate i deputati leghisti Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, segretario della Lega. Fuori dalla struttura penitenziaria si è ritrovata una delegazione della Lega Giovani, con cartelli e uno striscione per chiedere “la grazia”.

L’avvocato di Roggero ha chiarito che l’istanza di differimento della pena e la richiesta di sospensione urgente sono state formalmente depositate presso la cancelleria del Magistrato e del Tribunale di Sorveglianza di Torino prima che Roggero varcasse la soglia del carcere. “Questo dato temporale è fondamentale” sottolinea il legale “l’ingresso in istituto, avvenuto solo alcune ore dopo il deposito della domanda, non cancella affatto l’azione della difesa né tantomeno priva il giudice del suo potere-dovere di pronunciarsi, potendo emanare in ogni momento un decreto d’urgenza per ordinare l’immediata scarcerazione di Roggero ed il differimento dell’esecuzione della pena.

Per quanto riguarda un’eventuale grazia per il gioielliere Mario Roggero, il suo legale Stefano Marcolini ha sottolineato che c’è fiducia, ma anche che i tempi nel caso saranno lunghi: “Sì, però dobbiamo sapere che i tempi non sono brevi, credo, per un’istruttoria presidenziale. La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma è di medio termine”, ha detto l’avvocato rispondendo ai giornalisti fuori dal carcere di Bollate, sottolineando che ieri Roggero “si è rivolto in modo forse un pochino diretto” al capo dello Stato, “però ha anche detto tante altre cose che umanamente mi hanno fatto sorridere”.

In un colloquio con La Repubblica il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parlando della possibile grazia a Roggero ha dichiarato che bisogna vedere le carte, l’iter è complesso. “Ho visto questo grande movimento, questa grande sensibilità, si tratta di un caso che ha senza dubbio scosso le coscienze degli italiani”, ha sottolineato il titolare del Viminale, che però spiega che “le grazie, come tutti i provvedimenti complessi, seguono delle regole e delle procedure molto stringenti”. Quanto alle raccolte firme lanciate da Lega e Forza Italia per sostenere la richiesta di grazia o la scarcerazione del gioielliere, Piantedosi ha ricordato che non è “un cittadino normale, ahimé. Quindi – conclude – il problema non me lo pongo, ne ho già tanti altri”.

Il governatore del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia, Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti sul caso del gioielliere ha dichiarato: “Mario Roggero non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato. La magistratura ha stabilito la colpevolezza e non si può sparare per strada, ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore, non agli innocenti. Roggero è un lavoratore esemplare, che si è trovato in una situazione limite, con una pistola puntata contro la figlia. Sono certo che Mattarella saprà comportarsi come un buon padre”.