Dipendenza digitale, Parigi vieta i social agli under 15

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Il Vecchio Continente dichiara guerra alla dipendenza digitale e ai danni psicologici causati dagli smartphone. Il Parlamento francese ha approvato in via definitiva il disegno di legge che impone un divieto generalizzato di accesso ai social network per i minori di 15 anni. Si tratta di una svolta storica: la Francia è il primo Paese dell’Unione Europea a introdurre una vera e propria “maggiore età digitale”.

L’obiettivo dell’Eliseo è chiaro: tutelare la salute mentale dei più giovani contrastando fenomeni drammatici come il cyberbullismo e i meccanismi algoritmici progettati per catturare l’attenzione dei ragazzi. La nuova norma francese mira a bloccare la creazione di profili su piattaforme come TikTok, Instagram e Snapchat prima dei 15 anni. Nonostante l’approvazione, restano aperti i nodi tecnici legati ai sistemi di verifica dell’età per evitare l’aggiramento dei blocchi tramite VPN o false dichiarazioni.

Nel frattempo, anche oltremanica la linea dura guadagna terreno. A Londra si valuta un blocco totale delle principali app sotto i 16 anni, accompagnato da ipotesi stringenti come un vero e proprio “coprifuoco notturno” per limitare le ore di navigazione degli adolescenti.

Le decisioni di Parigi e Londra non sono casi isolati, ma si inseriscono in un trend globale che vede l’Europa allinearsi a misure già introdotte o discusse in Australia. L’era del “far west” digitale per i minori sembra giunta al capolinea, spingendo le Big Tech a dover ripensare radicalmente l’accesso alle proprie piattaforme.