Silva, il comitato: “L’Ulss 7 si costituisca al Tar”. La replica: “Già depositata la memoria”

25 luglio: è questa la data che il Comitato “Tuteliamo la Salute” di Montecchio Precalcino ha ben segnato in rosso sul proprio calendario. Tra due giorni, infatti, ne saranno trascorsi 60 da quando Silva Srl, società del gruppo Ecoeridania, ha presentato ricorso al Tar del Veneto contro la bocciatura da parte della Conferenza dei Servizi provinciale, lo scorso 13 marzo, del progetto per un impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti pericolosi, sanitari e sabbie di fonderia nell’area sopra la falda di Montecchio.

Un ricorso, spiega il Comitato, “indirizzato contro la Provincia di Vicenza e nei confronti dei Comuni di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla, dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, del Consiglio di Bacino dell’Ambito Bacchiglione, di AcegasApsAmga S.p.A., di Viacqua S.p.A., dell’ULSS n. 7 Pedemontana, dell’A.R.P.A.V. e della Regione del Veneto”. Ad oggi, si sottolinea, “tra i vari Enti che sono stati chiamati in causa, hanno esplicitato che si costituiranno la Provincia di Vicenza, i Comuni di Montecchio Precalcino e Dueville, l’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, il Consiglio di Bacino dell’Ambito Bacchiglione, AcegasApsAmga S.p.A e Viacqua S.p.A”.

“Non ha invece ancora sciolto le riserve – continua il comitato – l’ULSS 7 Pedemontana, l’Ente contro cui Silva ha sollevato le maggiori perplessità e problematiche nel ricorso presentato. Il nostro Comitato, in questi due mesi, ha cercato a più riprese di aprire un dialogo con l’azienda sanitaria: purtroppo, ad oggi, non abbiamo ricevuto riscontro”, è la constatazione. Eppure, viene fatto notare, i motivi per rompere gli indugi in merito stabilimento di Silva non mancano: “Nei territori limitrofi all’azienda i residenti segnalano infatti, da oltre 40 anni, la dispersione di polveri derivanti dalle sabbie di fonderia esauste stoccate all’aperto nel sito denominato ‘T50′”.

Una situazione, si evidenzia, che non può che destare preoccupazione: “Le sabbie esauste di fonderia possono contenere residui di metalli pesanti, fluoruri, IPA, cloruri e diossine, a seconda del tipo di processo di fusione (ferroso o non ferroso) e del sistema di leganti utilizzato (organici o inorganici). La popolazione residente riferisce un’incidenza elevata di patologie oncologiche, respiratorie, tumorali, cardiache e autoimmuni, segnalando che numerose famiglie del circondario, soprattutto in via Igna (Villaverla), via Pra’ Castello e via Terraglioni (Montecchio Precalcino) hanno avuto almeno un caso di tumore negli ultimi anni“.

“L’auspicio – conclude il comitato – è che l’Ulss 7 si costituisca al TAR, così come hanno fatto altri 6 enti, confermando il parere negativo già espresso in sede di Conferenza dei Servizi”. L’Ulss, si ribadisce, “è responsabile della Salute pubblica di tutti noi e per questo chiediamo che, con coraggio e competenza, riaffermi la sua allarmata contrarietà costituendosi contro un progetto incauto, sproporzionato e NON sostenibile, se non dal solo punto di vista economico della proprietà”. Non si è fatta attendere la replica dell’azienda sanitaria: “Con riferimento al ricorso presentato da Silva srl, l’ULSS 7 Pedemontana precisa di avere già affidato apposito incarico – con delibera del 2 luglio scorso – al proprio legale, che ha depositato presso il TAR una memoria per conto dell’Azienda“.

Rifiuti pericolosi sopra la falda: anche Dueville al Tar contro il progetto Silva

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