Addio al “Favero”: dai gelati alla cioccolata con gli storti, era un simbolo del paese

Le luci della storica gelateria Del Favero si sono spente per sempre insieme a Gianpaolo Del Favero. Aveva 68 anni e da tempo combatteva contro una malattia che, nonostante la sua tenacia, alla fine ha avuto il sopravvento.
La notizia della sua scomparsa ha attraversato rapidamente Piovene Rocchette e l’intero alto vicentino, dove il suo nome era ormai indissolubilmente legato alla gelateria di famiglia, una delle pochissime realtà artigianali del settore rimaste nel territorio e punto di riferimento per generazioni di clienti. Dietro quel bancone Gianpaolo è cresciuto e ha trascorso gran parte della sua vita, portando avanti una tradizione iniziata coi nonni nel lontano 1945 e trasformata negli anni in qualcosa che andava oltre una semplice attività commerciale. Per molti una tappa irrinunciabile dell’estate, quando le coppe gelato riccamente decorate attiravano clienti da tutto il comprensorio, impreziosite da frutta selezionata e topping scelti con cura. Per altri ancora, il volto dell’inverno, quello che serviva una cioccolata calda con panna accompagnata dagli immancabili “storti”, gli iconici biscotti da immergere nella tazza ancora fumante, protagonisti di un rito che appartiene alla memoria di intere famiglie.
Ma il successo della gelateria non si spiegava soltanto con la qualità dei prodotti. A fare la differenza era soprattutto lui. Gianpaolo aveva il tratto delle persone che sanno accogliere senza ostentazione: una parola per tutti, un sorriso sincero, la capacità di far sentire ogni cliente conosciuto e atteso. Era innamorato del suo lavoro e lo ha dimostrato fino all’ultimo. Ha continuato a lavorare fino a poche settimane fa. Poi l’aggravarsi della malattia lo ha costretto a fermarsi. Sulla porta della gelateria è comparso un cartello essenziale che annunciava la chiusura dell’attività. In molti hanno letto quelle poche righe con apprensione, ma anche con la speranza che si trattasse soltanto di una pausa. L’idea di rivedere Del Favero dietro il bancone, come aveva sempre fatto, è rimasta viva fino all’ultimo.
Oggi quella speranza lascia spazio al ricordo. Perché con Gianpaolo se ne va molto più di un gelataio. Se ne va uno degli ultimi interpreti di un mestiere artigiano fatto di pazienza, qualità e presenza quotidiana. A ricordarlo è anche l’amministrazione comunale di Piovene Rocchette, in un messaggio di profondo cordoglio: “Ci lascia una figura che ha fatto parte della storia di Piovene Rocchette e dei ricordi di intere generazioni. Chi è cresciuto nel nostro paese ricorda con affetto la sua gelateria e la famosa cioccolata con gli “storti”. La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per la nostra comunità, perché con lui se ne va un pezzo della storia e della memoria del paese”
Una delle domande che molti si sono posti nelle ultime settimane riguarda il destino della gelateria. I figli Irene, Marta e Nicola, hanno intrapreso percorsi professionali e di vita diversi da quello del padre e spiegano che, inevitabilmente, l’attività chiuderà i battenti. Nelle loro parole, tuttavia, c’è la speranza che questa lunga storia possa non interrompersi definitivamente. L’auspicio della famiglia infatti, è che qualcuno possa raccogliere quell’eredità ora in vendita e far ripartire un luogo che per decenni ha rappresentato molto più di una gelateria, portando avanti almeno una parte di quell’amore, della passione e della cura che hanno addolcito e coccolato generazioni di clienti.
E l’ultimo saluto a Gianpaolo Del Favero sarà celebrato mercoledì alle 16 nella Chiesa Arcipretale di Santo Stefano. Sempre nella chiesa del capoluogo, domani alle 19 verrà recitato il Santo Rosario. Davanti alla saracinesca abbassata di quella gelateria che per ottant’anni ha accompagnato la vita del paese resta oggi un vuoto difficile da colmare. Perché certi luoghi non sono soltanto attività commerciali. Sono abitudini, incontri, ricordi. E tanti piovenesi – e non solo – quel luogo avrà sempre il volto gentile “Del Favero”.
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