Thiene verso il voto. I candidati sono in stand-by, ma la partita è cominciata

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Le carte da gioco per le prossime elezioni amministrative di Thiene sono in fase di mescolamento e nessuno si sente ancora pronto a calare il suo asso.
Nella corsa alla poltrona da primo cittadino per il momento regnano le strategie, anche se nessuno ha ancora ben capito di che strategie si tratti e la politica thienese in questo momento è un chiacchiericcio di sottofondo, dove tutti guardano cosa fanno gli avversari e nessuno ha ancora veramente deciso.

Per capire cosa sta succedendo all’ombra del campanile, a circa un anno dalle prossime elezioni amministrative, cominciamo dall’inizio. Il sindaco uscente Gianantonio Giampi Michelusi, al timone della città da 4 anni, non ha ancora sciolto le riserve sulla sua ricandidatura e, nel caso si ricandidasse, non è chiaro chi farà parte della sua squadra. Nonostante non abbia mai annunciato apertamente di volersi ricandidare parte favorito. E nel caso decidesse di riprovarci, pur con qualche assestamento nel gruppo, sarebbe il candidato con minore difficoltà nel mettere a punto una squadra preparata in grado di sostenerlo. Cosa non da poco.

Sul campo opposto le acque si stanno muovendo e lo sfidante favorito per dare filo da torcere a Michelusi è, partiti permettendo, Giovanni Scarpellini, ex comandante della Polizia Locale, fortemente voluto dalla destra locale che, forte della imponente propaganda sulla sicurezza, corteggia il papabile candidato da qualche anno. Michelusi e Scarpellini si stanno annusando da tempo e sui social è un fiorire di commenti positivi o negativi su di loro, anche se sivtratta di espressioni che lasciano il tempo che trovano perché, da un’attenta analisi delle varie pagine, si nota chiaramente che a commentare sono sempre le solite persone e molti sono da fuori Thiene.

In mezzo, intanto, c’è una città che a neanche un anno dalle elezioni si trova senza un candidato a cui ispirarsi e senza programmi da ponderare. Cose a cui ci si è abituati con la politica moderna, fatta di uscite allo scoperto all’ultimo momento per tentare di sbaragliare la concorrenza e avere alibi per non approfondire troppi temi. E il punto è questo, perché populismo e slogan a parte, candidarsi a sindaco oggi non è una passeggiata. E non è nemmeno salire su uno scranno e fare e disfare le cose a proprio piacimento, stretti tra legacci burocratici e bilanci sempre più assottigliati. Chi vota si dimentica spesso che un sindaco deve avere una squadra, stendere un programma, pianificare – e avere – con il suo gruppo una visione e valutare, sulla base degli strumenti e dei fondi in mano alle amministrazioni locali, come realizzare almeno una parte dei propri progetti. E tutto questo, a rigor di logica, lo dovrebbe spiegare agli elettori prima di essere eletto.

Tornando ai candidati, al momento a Thiene si viaggia sulla scia di Michelusi e si attende che esca allo scoperto con la sua scelta definitiva. Ma a Thiene non ci sono solo i nomi di Michelusi e Scarpellini, c’è altro. Prima di tutto, c’è una città che ha delle aspettative che volano più in alto rispetto alle chiacchiere e i dati sull’astensionismo delle ultime elezioni, al netto degli elettori residenti all’estero, lasciano ampio spazio di manovra per raggiungere parti di elettorato che alle ultime elezioni avevano deciso di non esprimersi.
Nel caso Michelusi e Scarpellini facessero dietro front, i nomi che ricorrono con più enfasi tra i sostenitori di maggioranza e minoranza cominciano a farsi sentire.

Prima di farli però, partiamo da alcune considerazioni imprescindibili per il prossimo candidato. Con Schio inchiodata, a Thiene spetta un ruolo importantissimo: porsi come punto centrale dell’Alto Vicentino, cardine di un territorio che avrà sempre più bisogno di condivisione di spazi e servizi. Il campanilismo, prezioso simbolo di radici e tradizioni, è ormai fuori tempo massimo. I costi troppo alti per mantenere i servizi, il personale che scarseggia in ogni settore, la sanità presa totalmente in carico dalla Regione, impongono riflessioni, strategie e azioni al prossimo sindaco della seconda città del territorio.

Oltre a questo, ci sono dei requisiti base che un candidato sindaco di una città come Thiene dovrebbe avere: esperienza, carisma, capacità di dialogo in pubblico, attitudine ad una leadership moderata, senso di responsabilità e affidabilità. Ed è proprio basandosi su queste caratteristiche che molti elettori della maggioranza il candidato ideale, se Michelusi non dovesse riprovarci, lo avrebbero già individuato in Ludovica Sartore. Attuale assessore alla Cultura e all’Urbanistica, avvocato, una figura considerata di spessore e all’altezza del ruolo. Dalle parti del centrodestra, per stare al passo con Sartore e nel caso Scarpellini non scendesse in campo, per i sostenitori dell’opposizione il nome è quello di Barbara Cunico. Professionista, titolata, a meno che non decida di candidarsi nella sua Zugliano, dove un uscente Sandro Maculan lascerà la poltrona da primo cittadino comodamente vacante, Cunico potrebbe essere il volto ideale per una destra decentrata e di qualità.

E poi c’è la new entry: Futuro Nazionale. La destra locale (ma anche la sinistra) dovrà seriamente fare i conti con i 180 tesserati, più famigliari e amici. Un numero imponente di elettori, che potrebbe senza tante difficoltà scalzare come partecipazione i partiti dell’attuale coalizione di governo e fare da traino. Futuro Nazionale presenterà il suo candidato sindaco, che è già stato individuato, a settembre. Ma nonostante sia top secret, il nome che viene dato per certo è quello di Christian Filippi, il quale però, interrogato sull’argomento, risponde allo stesso modo dei suoi colleghi di movimento: “Al momento non possiamo dire nulla”.
Mentre la città attende le decisioni di candidati e partiti, una cosa è certa: la partita per il futuro di Thiene è appena iniziata e la posta in gioco non è mai stata così alta.

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