Caldo record in Veneto: sfiorati i 40 gradi, prosegue l’allerta gialla

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Le previsioni meteo regionali indicano fino alla prima parte della giornata di domani, sabato 8 agosto, tempo instabile con probabili rovesci e temporali e con possibilità di fenomeni intensi, dapprima in prossimità dei rilievi in successiva estensione anche alle zone pianeggianti. Nel pomeriggio di domani, poi, si registrerà una ripresa dell’instabilità in prossimità dei rilievi.

Il disagio fisico è in lieve attenuazione, ma comunque ancora intenso specie su pianura e costa. Nonostante l’attenuazione sulle zone montane in particolare, sulla base delle previsioni meteorologiche il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale ha confermato anche per la giornata di domani la fase operativa di attenzione (allerta gialla) per ondate di calore su tutto il territorio regionale.
Per domenica e lunedì, si prevede tempo maggiormente stabile salvo qualche rovescio o temporale pomeridiano in prossimità dei rilievi. Tendenza ad una graduale ripresa delle condizioni di disagio fisico con probabile prosecuzione dell’allerta per ondate di calore su tutta la regione.

I dati Arpav
Il Veneto continua a fare i conti con una delle ondate di calore più intense dell’estate. Da sette giorni l’anticiclone di origine nordafricana mantiene temperature ben oltre le medie stagionali, con punte che mercoledì 5 agosto hanno sfiorato i 40 gradi in diverse aree della regione.
Il dato più elevato è stato registrato a Lonigo, nel Vicentino, dove il termometro ha raggiunto i 39,3 gradi centigradi. Nella pianura interna e nella fascia pedemontana quasi tutte le stazioni meteo hanno rilevato valori compresi tra 36 e 39 gradi, confermando un caldo persistente e diffuso.
Non è andata molto meglio lungo la costa. Qui le temperature massime si sono fermate tra 32 e 34 gradi, ma l’umidità elevata ha reso il caldo ancora più difficile da sopportare. Nei giorni scorsi si sono formati anche banchi di nebbia e nubi basse, fenomeni insoliti in piena estate ma favoriti dall’elevato contenuto di umidità nell’aria.

Le temperature restano eccezionalmente alte anche in montagna. A Punta Rocca, sulla Marmolada, a oltre 3.200 metri di quota, le massime hanno raggiunto i 12 gradi, mentre lo zero termico continua a oscillare tra i 4.300 e i 4.500 metri, valori decisamente superiori alla norma.
A preoccupare sono anche le temperature notturne. Ieri mattina le minime sono rimaste comprese tra 23 e 26 gradi in pianura, con punte fino a 28 gradi lungo il litorale, impedendo un adeguato raffrescamento durante la notte.

Secondo i meteorologi, l’attuale episodio rappresenta la terza ondata di calore dell’estate, dopo quelle registrate tra giugno e luglio. A differenza delle precedenti, però, questa fase è caratterizzata anche da livelli di umidità particolarmente elevati, che amplificano il disagio percepito.
L’indice Humidex, utilizzato per valutare l’effetto combinato di temperatura e umidità sul corpo umano, ha superato in alcune località il valore di 45, arrivando in casi isolati a sfiorare quota 50, soglia che indica condizioni di forte stress termico. Tutti gli aggiornamenti sono consultabili sul sito di Arpav nella sezione dedicata all’Indice di disagio fisico.

La tregua tra venerdì e sabato – con tempo sarà più instabile ed elevata probabilità di temporali anche intensi, accompagnati localmente da grandine di grosse dimensioni, forti raffiche di vento e rovesci abbondanti – potrebbe durare poco. Gli ultimi modelli previsionali indicano infatti che l’anticiclone africano non abbandonerà completamente il Nord Italia. Dopo la parentesi instabile del fine settimana, è atteso un nuovo aumento delle temperature nella seconda parte della prossima settimana, anche se con valori inferiori ai picchi registrati in questi giorni.
Uno scenario più favorevole potrebbe delinearsi soltanto dopo Ferragosto. Le elaborazioni a medio termine indicano infatti la possibile discesa di aria più fresca dal Nord Europa, capace di riportare le temperature su valori più vicini alle medie del periodo. Si tratta però di una tendenza che, vista la distanza temporale, dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti Arpav.

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