Siccità, Marigo firma l’ordinanza: “Limitare l’uso dell’acqua potabile al cibo e all’igiene”

Niente più acqua dell’acquedotto per annaffiare il giardino, lavare l’auto in cortile o riempire la piscina: la sindaca di Schio, Cristina Marigo, ha firmato un’ordinanza che, con effetto immediato e fino a revoca, limita l’uso dell’acqua potabile ai soli fini alimentari e igienico-sanitari, vietandone l’impiego per tutti gli usi non essenziali.

Il provvedimento arriva dopo l’ordinanza numero 72 del 1° luglio con cui il Presidente della Giunta Regionale del Veneto ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per deficit idrico su tutto il territorio veneto, e dopo la segnalazione del 14 agosto con cui Viacqua, gestore del servizio idrico integrato, ha comunicato al Comune un innalzamento del livello di criticità nella disponibilità di risorsa idrica sul territorio comunale.

Nel dettaglio, l’ordinanza vieta l’uso dell’acqua dell’acquedotto per annaffiare orti, giardini e prati ornamentali, lavare veicoli a motore (salvo impianti autorizzati), lavare cortili e piazzali, riempire piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino. Restano esclusi dai divieti i servizi pubblici di igiene urbana, l’irrigazione del verde pubblico, le fontanelle pubbliche, le fontane con ricircolo d’acqua e gli specchi d’acqua con presenza di flora e fauna tutelate, le attività agricole, florovivaistiche e zootecniche, oltre alle attività autorizzate che rispettano i limiti previsti dalle rispettive autorizzazioni.

Il Comune invita inoltre tutta la cittadinanza a ridurre i consumi domestici, adottando le buone pratiche di risparmio idrico indicate da Viacqua sul proprio sito istituzionale. Per i trasgressori è prevista la sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. L’ordinanza resterà in vigore fino a revoca, con la possibilità di una rimodulazione dei termini in base all’andamento delle condizioni meteorologiche.

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