Ex Lanerossi, il Pd rilancia: “Non basta un piano privato, serve visione per tutta l’area”

Il futuro dell’area Ex Lanerossi continua ad animare il dibattito pubblico a Schio. Dopo l’adozione del Piano Urbanistico Attuativo (PUA) da parte del Consiglio comunale, si moltiplicano infatti le prese di posizione politiche su quella che viene considerata una delle più importanti operazioni di rigenerazione urbana degli ultimi decenni.
Un intervento riguarda circa 110 mila metri quadrati di area industriale dismessa nel cuore della città e che, secondo quanto illustrato dal comune di Schio, punta alla riqualificazione urbanistica del comparto, all’efficientamento energetico e al recupero di un’area oggi in gran parte inutilizzata. L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Cristina Marigo, ha più volte ribadito che il piano adottato interessa un’area privata e nasce da un’iniziativa privata, pur inserendosi in un contesto più ampio che comprende anche gli edifici pubblici simbolo dell’ex complesso Lanerossi, a partire dalla Fabbrica Alta. La sindaca ha spiegato che le scelte riguardanti le aree di proprietà comunale saranno invece oggetto di un percorso condiviso, sottolineando la necessità di mantenere coerenza tra sviluppo urbanistico, memoria storica e processi di rigenerazione urbana.
È proprio su questo punto che interviene il Partito Democratico di Schio, che ha depositato una serie di osservazioni al PUA e annunciato un incontro pubblico aperto alla cittadinanza per il prossimo 3 settembre. Secondo il gruppo consiliare dem, l’Ex Lanerossi non può essere letta esclusivamente come un intervento edilizio o commerciale. Nel documento presentato durante la fase delle osservazioni, il Pd definisce il comparto “una delle più grandi opportunità di rigenerazione urbana nella storia recente di Schio”, ricordando il ruolo determinante che quell’area ha avuto nello sviluppo economico, sociale e culturale della città per oltre due secoli.
La critica politica avanzata dai consiglieri democratici riguarda soprattutto l’assenza, a loro giudizio, di una riflessione pubblica costante sul destino dell’area negli ultimi anni. Una posizione che il Pd attribuisce alle amministrazioni che si sono succedute, sostenendo che il tema sarebbe progressivamente uscito dal dibattito cittadino, con il risultato di arrivare oggi a discutere della trasformazione delle aree private senza avere ancora una visione definita per quelle pubbliche. Si tratta, va precisato, di valutazioni politiche contenute nelle osservazioni del gruppo consiliare. Nel merito del piano infatti, il Partito Democratico chiede una serie di integrazioni e approfondimenti. Tra i punti principali figurano una verifica più approfondita delle opere di bonifica previste nell’area destinata a parco pubblico, la redazione di uno studio paesaggistico d’insieme, una maggiore attenzione agli effetti ambientali dei parcheggi e una valorizzazione più incisiva della Roggia Maestra come elemento storico e identitario dell’ex complesso industriale.
Le osservazioni insistono inoltre sulla necessità di rafforzare i collegamenti ciclopedonali, recuperare il ruolo degli accessi storici all’area – in particolare quello di via Alessandro Rossi – e valutare attentamente le ricadute sulla mobilità urbana e sull’integrazione del nuovo comparto con il resto della città. Al di là degli aspetti tecnici, però, il nodo resta politico. Per il Pd la sfida non riguarda soltanto il destino di un’area privata, ma l’idea stessa di città che Schio intende costruire nei prossimi decenni. Una questione che, secondo i democratici, richiede un confronto pubblico più ampio e partecipato rispetto a quello sviluppatosi finora.
E proprio con questo obiettivo il gruppo consiliare ha organizzato una serata pubblica di approfondimento, in programma mercoledì 3 settembre alle 20.30, durante la quale saranno illustrati i contenuti del PUA e le osservazioni presentate. L’invito è rivolto a cittadini, associazioni, professionisti e a tutti coloro che intendono contribuire al dibattito sul futuro dell’Ex Lanerossi, della Fabbrica Alta e del più ampio processo di rilancio del centro storico scledense.
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