L’importanza delle parole: il governo sospende il bollo 2027 ma dice di averlo abolito

foto generata con IA

Bollo auto, sospeso per un anno o abolito per sempre? La differenza tra le due parole è netta e rappresenta un concetto molto caro alla politica: la propaganda. Propaganda a fini elettorali, in questo caso.

La differenza tra le parole sospensione e abolizione non è una semplice sfumatura linguistica, ma rappresenta una distanza abissale sul piano giuridico ed economico. L’abolizione è un atto definitivo, che cancella una norma o una tassa in modo permanente, azzerando l’obbligo per i cittadini e cancellando il tributo dal futuro. La sospensione, al contrario, è una pausa a tempo determinato, che congela momentaneamente l’efficacia di un obbligo per un periodo stabilito, lasciando l’imposta perfettamente viva e vegeta nell’ordinamento, pronta a riattivarsi non appena il termine stabilito sarà scaduto.

Il termine in questo caso sono le elezioni. E il dovere di un giornalista non è solo quello di riportare le notizie, ma spiegare le notizie e dare ai lettori, che dai 18 anni in su sono anche elettori, gli strumenti per esercitare in piena consapevolezza il loro diritto al voto. Perchè se è vero che la premier Giorgia Meloni ha ipotizzato un intervento strutturale con la prossima legge di bilancio, per il momento si tratta solo di una sospensione. E la notizia di questo deve tenere conto.

La distinzione tecnica tra sospensione e abolizione è infatti di fondamentale attualità dopo il recente provvedimento sulla tassa automobilistica approvato dal Governo Meloni per il 2027. Sebbene la narrazione e le dichiarazioni pubbliche, con tanto di slogan con il termine “abolizione” sbandierato dai rappresentanti di partito, facciano ricorso al concetto di “addio alla tassa”, dal punto di vista normativo si tratta solo di sospensione temporanea valida unicamente per le scadenze comprese tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2027.

Nello specifico, la misura consiste in un’esenzione una tantum riservata alle sole persone fisiche e limitata a un singolo veicolo per proprietario, a patto che le autovetture non superino la soglia degli 80 kW di potenza (circa 109 CV) o che si tratti di motocicli e ciclomotori. Un intervento dal peso finanziario imponente, con oltre 2,3 miliardi di euro che lo Stato dovrà rimborsare direttamente alle Regioni per compensare il mancato gettito di loro competenza.

Comprendere che si tratta di una sospensione e non di un’abolizione è essenziale per evitare fraintendimenti sul futuro: il bollo auto garantisce ogni anno alle Regioni un’entrata complessiva superiore ai 7 miliardi di euro, risorsa che rende un’eliminazione strutturale e definitiva estremamente complessa sul piano dei bilanci pubblici. Pertanto, la misura offre probabilmente una boccata d’ossigeno alle famiglie per dodici mesi, del valore di poco più di 10 euro al mese, ma senza un provvedimento che finanzi l’estensione dell’esenzione anche agli anni successivi, a partire dal 1° gennaio 2028 l’obbligo di pagamento tornerà ad applicarsi regolarmente per tutti i contribuenti.

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