Quaglie di successo, le nozze d’argento dello spiedo fanno il pienone

I riflettori si sono spenti, nei camini i volontari hanno già ripulito perfino l’ultima traccia di cenere, eppure a pochi giorni dalla conclusione della Sagra di Levà di Montecchio Precalcino nell’aria permane ancora il profumo di qualcosa di speciale. Quello del 25° anniversario dello Spiedo Regale di Quaglie De.Co., un traguardo importante che ha confermato ancora una volta il legame profondo tra la comunità locale, le sue tradizioni e la sua straordinaria capacità organizzativa.
Negli ampi spazi coperti del centro polivalente, la Confraternita dello Spiedo di Quaglia ha accolto migliaia di visitatori provenienti da tutto il territorio, proponendo un menu che da un quarto di secolo rappresenta il fiore all’occhiello della manifestazione. Protagonista assoluto, naturalmente, lo storico Spiedo Regale, affiancato dalle apprezzatissime fettuccine al sugo di quaglia tagliata al coltello, dal carrè di maiale, dalla salsiccia arrostita, disponibile anche nella versione Baby con patatine, il tutto accompagnato dall’immancabile e gustosissima “poenta onta”, simbolo della cucina contadina vicentina. A colpire non è soltanto la qualità delle pietanze, preparate nel rispetto della tradizione e con grande attenzione alle materie prime, ma anche l’efficienza di un’organizzazione che appare ormai perfettamente rodata. Durante i due fine settimana di festa, anche nei momenti di maggiore afflusso, l’attesa è rimasta sorprendentemente contenuta: in circa venti minuti i visitatori si trovavano già seduti davanti al proprio piatto fumante. Un risultato che testimonia il lavoro di una squadra di volontari affiatata, preparata e instancabile. Più che un gruppo di collaboratori, una vera e propria macchina organizzativa, costruita negli anni grazie alla passione e allo spirito di servizio di decine di persone. Impeccabile anche il servizio post cene con pulizia ai tavoli curato anche grazie all’efficienza dei più piccoli, a testimonianza di un lavoro di comunità oltre che di squadra.

Dietro il successo dello Spiedo Regale si nasconde però una storia che affonda le proprie radici nella memoria contadina di Levà. La nascita della Confraternita dello Spiedo di Quaglia è infatti strettamente legata alla volontà di conservare e tramandare un patrimonio culturale che appartiene all’identità del territorio. Per secoli, nelle campagne vicentine e in particolare a Levà di Montecchio Precalcino, la cattura delle quaglie selvatiche rappresentò una pratica molto diffusa e spesso fondamentale per l’economia delle famiglie contadine. In un Veneto povero di risorse, la vendita di questi uccelli consentiva a molte famiglie di integrare i magri redditi agricoli e affrontare con maggiore serenità i mesi invernali. Si tratta di una testimonianza storica che va letta come rievocazione di un passato ormai lontano e non come esaltazione di una pratica venatoria vietata da molti decenni.

I contadini costruivano le cosiddette “quajare”, strutture sopraelevate simili a grandi ombrelli di lamiera da cui venivano appese gabbie contenenti quaglie da richiamo. Ai piedi delle strutture erano disposte reti nelle quali gli uccelli selvatici rimanevano intrappolati durante le migrazioni di fine estate. La cattura delle quaglie era considerata quasi un secondo mestiere, una vera “lotta d’ingegno” contro un animale noto per il suo udito finissimo e la sua grande diffidenza. Per attirare i maschi durante il periodo degli amori, i cacciatori utilizzavano un particolare strumento sonoro chiamato “quaiarolo”, capace di imitare il caratteristico canto della quaglia. Le catture raggiungevano il loro culmine tra la primavera e la fine dell’estate. Non a caso un antico proverbio locale recitava: “All’Assunta poenta nova e quaje”, a testimonianza dell’importanza di questo animale nella tradizione gastronomica della zona.

Le quaglie catturate venivano spesso vendute alle famiglie più abbienti del Vicentino e della Pedemontana, che le utilizzavano per preparare ricchi banchetti e raffinati spiedi. Da questa tradizione culinaria è nato nel tempo quel piatto che oggi rappresenta uno dei simboli gastronomici di Levà e che la Confraternita continua a valorizzare attraverso la propria attività. Il venticinquesimo anniversario dello Spiedo Regale non è stato quindi soltanto una ricorrenza gastronomica, ma una vera celebrazione della memoria collettiva. Una festa che ha saputo unire passato e presente, valorizzando le radici contadine del territorio e dimostrando come una comunità, quando lavora insieme con passione e dedizione, possa trasformare una tradizione locale in un evento capace di richiamare migliaia di persone. E mentre i bracieri si raffreddano e la sagra entra nell’album dei ricordi di questa estate, resta la certezza che a Levà non si custodisce soltanto una ricetta, ma un patrimonio di storia, identità e volontariato che da venticinque anni continua a rinnovarsi attorno a sua maestà: la quaglia.
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