Ottobre Rosa, quali esami servono per prevenire il tumore al seno?

Visita senologica, ecografia e mammografia cambiano con l’età. Una guida per capire come organizzare i controlli e perché non aspettare i sintomi
Perché la diagnosi precoce fa la differenza?
Ogni anno ottobre porta al centro dell’attenzione la prevenzione del tumore al seno, la neoplasia che colpisce più spesso le donne e che in Italia riguarda circa una donna su otto (Fonte AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Proprio perché all’inizio non dà quasi mai segnali, non si può contare sui sintomi per accorgersene in tempo. Una diagnosi fatta presto apre la strada a trattamenti meno invasivi e aumenta le probabilità di guarire. Per questo la salute del seno richiede due attenzioni costanti, controlli regolari adatti all’età e l’abitudine a osservare il proprio corpo.
Quali esami servono a 20, 30, 40 anni e oltre?
Non esiste un unico esame valido per tutte, perché struttura del seno e livello di rischio si modificano nel tempo. Quello che segue è uno schema di riferimento che il medico personalizza in base alla familiarità e ai fattori di rischio di ogni donna. Sotto i 30 anni il gesto più importante è l’autopalpazione mensile a partire dai 20 anni, che aiuta a familiarizzare con il proprio seno. In assenza di sintomi o di casi in famiglia non servono esami periodici, mentre visita ed ecografia si programmano quando il medico lo ritiene opportuno.
Dai 30 ai 39 anni, nel calendario si inseriscono la visita senologica e l’ecografia mammaria, a intervalli regolari o ogni anno secondo il parere del medico. L’ecografia è indicata a questa età perché non utilizza radiazioni e fornisce immagini affidabili anche di un tessuto denso. La presenza di familiarità può anticipare e intensificare i controlli. Dai 40 ai 74 anni, l’esame principale è la mammografia, riconosciuta come il gold standard per individuare il tumore al seno nelle fasi iniziali. Su indicazione dello specialista può essere integrata da ecografia e visita senologica, con una frequenza personalizzata in base al rischio individuale. Oltre i 75 anni, il medico definisce un percorso su misura, scegliendo esami e frequenza in base allo stato di salute, ai sintomi e ai fattori di rischio.
Autopalpazione, quando e come farla?
È un gesto semplice che non prende il posto degli esami ma aiuta a riconoscere presto ciò che cambia. Va eseguita ogni mese tra il settimo e il decimo giorno dall’inizio delle mestruazioni, mentre in menopausa si sceglie una data fissa. Davanti allo specchio si guarda il seno prima con le braccia lungo il corpo e poi alzate, cercando differenze di forma, dimensione o pelle. Poi, stese con un cuscino sotto la spalla, si esplora ogni seno con tre dita unite e movimenti circolari arrivando fino al cavo ascellare. Noduli, zone più dure, capezzolo o pelle che si ritraggono, secrezioni, rossori, pelle a buccia d’arancia e gonfiori sotto l’ascella sono segnali da mostrare al medico. Nella maggior parte dei casi l’origine è benigna ma è sempre lo specialista a doverlo confermare.
Visita senologica, ecografia e mammografia, come prenotare ai Poliambulatori San Gaetano?
Tutto comincia con una visita durante la quale lo specialista ricostruisce la storia clinica e familiare della paziente e stabilisce quali esami eseguire e con quale cadenza. Ai Poliambulatori San Gaetano visita senologica, ecografia mammaria e mammografia fanno parte di un percorso unico, che consente di completare la prevenzione senza passare da una struttura all’altra.
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