
L’Italia celebra San Francesco d’Assisi e, nell’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia, il 4 ottobre torna a essere festa nazionale. Al centro delle celebrazioni ad Assisi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato l’attualità del messaggio francescano in un mondo ancora attraversato da guerre e divisioni. Il Capo dello Stato ha partecipato nella Basilica Superiore alla Messa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, e alla tradizionale accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia. Quest’anno il gesto è stato affidato al sindaco di Assisi, Valter Stoppini, in rappresentanza dell’intero Paese. Nel suo intervento dalla Loggia del Sacro Convento, Mattarella ha ricordato come, a ottocento anni dalla morte, la figura di Francesco continui a parlare non soltanto ai cristiani. Il Presidente lo ha definito un profeta di pace, amore e rispetto per il Creato, sottolineando come il suo insegnamento rappresenti un patrimonio universale.
Il passaggio più forte è stato dedicato ai conflitti contemporanei. Mattarella ha ricordato che proprio in tempi segnati da guerre e violenza l’eredità francescana può indicare una strada diversa, fondata sul dialogo e sulla fraternità. Un richiamo anche contro ogni tentativo di utilizzare la religione per giustificare la guerra. «Il sole di Francesco possa illuminare il mondo», è stato l’auspicio del Capo dello Stato, perché possa contribuire a superare l’odio e indicare la via della pace e della convivenza. La celebrazione assume quest’anno un valore particolare. Il 4 ottobre è tornato festa nazionale dopo l’approvazione della legge nel 2025, proprio in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco.