Pizzicato alla cena del “Ventennio”, Tasso si smarca: “Nessuna adesione ideologica”. Affondo di Pd e Avs

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

Una fotografia, pochi secondi immortalati in uno scatto, e una polemica che nel giro di poche ore ha superato i confini della vallata per approdare sui social e nel dibattito politico regionale. Al centro della vicenda c’è Gabriele Tasso, sindaco di San Pietro Mussolino, comparso tra i commensali di una cena organizzata il 28 ottobre scorso a Trissino in occasione dell’anniversario della Marcia su Roma.

Nell’immagine, rapidamente diventata virale online, il primo cittadino appare seduto tra i partecipanti all’evento, sullo sfondo bandiere raffiguranti Benito Mussolini e simboli riconducibili al fascismo. Una presenza che ha acceso immediate critiche e richieste di chiarimento. Tasso, classe 1988, è alla guida del comune vicentino dal 2014, quando venne eletto ad appena 25 anni. Già contattato nelle ore successive alla diffusione della fotografia, aveva inizialmente preferito non commentare. Ora però respinge con decisione le interpretazioni che lo vorrebbero vicino a nostalgie del Ventennio: “Ho partecipato a questa cena invitato da amici assieme ad altri numerosi esponenti del centrodestra, dove uno scatto rubato mi ha ritratto di sorpresa”, afferma. E sulla scelta di essere presente a un’iniziativa ritenuta da molti quanto meno inopportuna aggiunge: “Rimango fedele ai valori che mi hanno portato ad aderire a Forza Italia”.

Il sindaco non esclude però che la diffusione della fotografia possa essere stata utilizzata per metterlo in difficoltà: “Voglio augurarmi che sia stata piuttosto una strumentalizzazione, vista la presenza anche di altri esponenti di altri partiti”, spiega. Alla domanda sull’allestimento della sala, decorata con richiami evidenti all’epoca fascista, Tasso replica senza arretrare dalla propria linea difensiva: “Non era una sala istituzionale, non era un convegno politico e non l’ho addobbata io”. Parole che, tuttavia, non sono bastate a spegnere le polemiche né – spiegano ben informati – a togliere dall’imbarazzo il partito di riferimento.

Le reazioni dall’opposizione. Durissimo l’intervento dei consiglieri regionali vicentini del Partito Democratico, Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza. Per i due esponenti dem la partecipazione del sindaco a una cena celebrativa legata alla ricorrenza della Marcia su Roma rappresenta “un fatto gravissimo che non può essere liquidato con il silenzio o derubricato a una scelta personale”. Luisetto e Dalla Pozza richiamano inoltre la memoria delle stragi nazifasciste che colpirono il territorio nel luglio del 1944, costando la vita a civili e a don Luigi Bevilacqua: “Chi indossa la fascia tricolore ha il dovere morale e istituzionale di rappresentare l’intera comunità e di difendere i valori di libertà e democrazia sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza”, affermano, chiedendo al sindaco una riflessione pubblica e a Forza Italia una presa di distanza “netta ed inequivocabile”.

Ancora più severo il commento del consigliere regionale e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato, che parla apertamente di “vergogna”. Nel suo intervento evidenzia quello che definisce un paradosso politico e istituzionale: “Nel 2020 fu proprio l’amministrazione guidata da Tasso ad avviare l’iter per ottenere un riconoscimento ufficiale in memoria delle vittime delle violenze nazifasciste che colpirono San Pietro Mussolino. Come può essere che lo stesso sindaco che chiede una medaglia per ricordare le vittime della violenza fascista oggi partecipa alla cena di chi celebra il fascismo?” sostiene Cunegato. Una contraddizione che, secondo il consigliere regionale, rappresenterebbe “un attentato ai principi della democrazia e della Costituzione, ma anche alla coerenza logica”.