Malo apripista contro la “droga della risata”: ordinanza del sindaco

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la festa di Halloween e ora il sindaco di Malo, Moreno Marsetti, ha firmato un’ordinanza che proibisce la detenzione e l’utilizzo di protossido d’azoto su tutto il territorio comunale. Si tratta del cosiddetto gas esilarante, la nuova moda per sballare fra i giovanissimi. E per i minorenni, infatti, il provvedimento prevede anche la confisca e la distruzione delle bombolette, con comunicazione ai genitori.
Malo è il settimo comune italiano a prendere misure contro la diffusione del protossido di azoto fra adolescenti. La sera di Halloween, infatti, venuti a sapere che era previsto l’arrivo a Malo di gruppi di ragazzini da altri paesi “per recare disturbo”, dice il sindaco, la polizia locale ha fermato e controllato parecchi giovanissimi, fra i 17 e i 21 anni, pizzicandone uno anche in possesso di un po’ di hashish e rinvenendo bombolette vuote di protossido di azoto (detta anche “droga del palloncino” . Qualche giorno dopo, è stato fermato a Molina dalla polizia locale un ragazzino di solo 11 anni in monopattino: aveva con sè due bombolette. Della stessa marca ne erano state trovate anche in un’area pubblica. “L’acquisto avviene on line, suppongo, ma son convinto che dietro c’è qualcosa di organizzato che poi usa i ragazzini per la consegna in giro della sostanza” sottolinea Marsetti, che ha deciso quindi di correre ai ripari ed è uno dei primi sindaci d’Italia a farlo.
La nuova droga (che non è catalogata come una droga)
Il protossido di azoto viene usato nell’industria pasticcera (ad esempio per montare la panna) e nell’industria e per questo si vende senza alcun divieto, soprattutto in rete. Il suo uso per inalazione si sta diffondendo rapidamente fra i giovanissimi, con l’obiettivo di ottenere uno sballo rapido (e “allegro”), dai costi molto ridotti. È incolore, ha un odore dolciastro e non è infiammabile. Viene usato anche per scopi medici. Ha infatti un effetto anestetico, analgesico e ansiolitico, ma agisce sul sistema nervoso centrale, sia a livello cerebrale che spinale e che è coinvolto in meccanismi che regolano la percezione del dolore e dell’ansia, le emozioni, il comportamento e il circuito di ricompensa, da cui ne deriva l’abuso. Causa sia euforia, che calma e rilassamento, accompagnata da distorsione della realtà descritta come uno stato psichedelico.

La denuncia a Vicenza
Nelle scorse settimane, a portare l’attenzione su ritrovamenti di bombolette nella zona della cittadella degli studi a Vicenza era stato il consigliere comunale (e insegnate) Raffaele Colombara, che ha redatto una interpellanza al sindaco per chiedere controlli mirati, accertamenti sulla provenienza e la tracciabilità delle bombole (quelle trovate a Vicenza, da circa 6 chili, indicano forniture professionali) e un protocollo operativo condiviso con Prefettura, forze dell’ordine, Ulss e scuole.
L’ordinanza a Malo
A Malo già nel settembre 2025 erano state rinvenute delle bombole di protossido di azoto nella zona del parco delle piscine, ora i nuovi ritrovamenti di Halloween. Per questo il sindaco Moreno Marsetti ha scritto al Ministero dell’Interno e al Prefetto, chiedendo provvedimenti, dato che la sostanza non è considerata una droga e la sua circolazione è libera. Giovedì ha poi firmato un’ordinanza (la numero 310 del 6 novembre) con la quale viene vietata la detenzione e l’utilizzo di protossido d’azoto (N2O) nelle aree pubbliche di tutto il territorio comunale. Nei rapporti richiamati nell’ordinanza si parla del ritrovamento di numerose bombolette contenenti protossido d’azoto in diverse zone del paese: lungo le strade, nei parchi pubblici e in altre aree aperte al pubblico. In più occasioni, accanto ai contenitori, sarebbero stati trovati anche resti di palloncini, strumenti comunemente utilizzati per inalare il gas. Gli episodi avrebbero coinvolto sia adolescenti sia maggiorenni.
L’ordinanza cita i dati relativi ad alcuni Paesi nei quali sono stati registrati aumenti dei casi di avvelenamento: in Danimarca si sarebbe passati da 16 casi nel 2015 a 73 nel 2021, in Francia da 10 nel 2017 a 134 nel 2020 e nei Paesi Bassi da 13 nel 2015 a 144 nel 2020. Gli effetti di breve durata dell’inalazione, poi, inducono a ripetere le inalazioni. Tra le conseguenze dell’assunzione impropria indicate nell’ordinanza figurano euforia, alterazione della percezione della realtà, annebbiamento della coscienza e allucinazioni. Un consumo ripetuto può inoltre provocare danni al sistema nervoso centrale, debolezza muscolare, difficoltà di equilibrio e di deambulazione, perdita di conoscenza e alterazioni delle funzioni cognitive.
Il divieto riguarda tutte le aree pubbliche del Comune, senza limitarsi quindi ai soli parchi o alle zone frequentate dai ragazzi. Il provvedimento cita espressamente i parchi cittadini e gli istituti scolastici e comprende la detenzione e l’utilizzo della sostanza in contenitori di qualsiasi forma e dimensione. L’amministrazione precisa tuttavia che l’attuale normativa nazionale non consente al Comune di intervenire direttamente sulla vendita del prodotto.
Per chi non rispetterà l’ordinanza è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro. Una disposizione specifica riguarda poi i minorenni e prevede il sequestro e la distruzione della bomboletta. Dell’accaduto verrà poi informata la responsabilità genitoriale.
I controlli saranno affidati alle forze dell’ordine e ai comandi di polizia locale. Nelle motivazioni del provvedimento Marsetti richiama anche le ricadute sulla vivibilità degli spazi pubblici: il consumo della sostanza, soprattutto quando associato a comportamenti molesti, viene indicato come un elemento di disturbo sociale e di pregiudizio per la libera fruizione di parchi e luoghi comuni da parte della cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è dunque duplice: tutelare la salute pubblica, con particolare attenzione alle fasce più giovani della popolazione, e contrastare comportamenti che possono compromettere il decoro urbano e la sicurezza degli spazi condivisi.
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