Costi di energia e gas ancora in aumento. Confartigianato: “Situazione pesante in tutti i settori”

I costi delle forniture energetiche sono sempre più alti. La conferma viene da Confartigianato Imprese Vicenza, che attraverso il suo Consorzio Caem ha raccolto qualche dato. Numeri e cifre reali.

Gas, aumenti del 50%
Partendo dal gas, il solo prezzo di vendita in ottobre di quest’anno è più che raddoppiato rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Aumenti di cui si sono ben accorte le imprese che in ottobre hanno pagato circa il 50% in più rispetto a ottobre 2025.
Qualche esempio: una pasticceria che consumi circa 3.550 metrri cubi nei mesi invernali a ottobre si è trovata in bolletta circa 2.050 euro in più rispetto ai 2.500 pagati a ottobre 2025. Per un panificio con 4mila metri cubi al mese di consumi l’aumento è di circa 2.350 euro, in aggiunta ai 2.900 euro di un anno fa; per il settore ceramica siamo attorno a 1.760 euro, in aggiunta ai 2.400 euro del 2025 per consumi di 3 mila metri cubi al mese. E, ancora, per un caseificio l’aumento è di 11.730 euro, in aggiunta ai 13.700 euro di un anno fa (20mila metri cubi al mese); per il settore lavorazione pelli a fronte di un consumo di 25 mila metri cubi al mese si toccano i 14.650 euro, in aggiunta ai 14.600 euro di un anno fa. Tutti dati che sono Iva esclusa.

Elettricità: più 40%
Passando alle forniture elettriche non va meglio. Nella comparazione tra quanto pagato nell’ottobre 2025 e quanto a ottobre di quest’anno (sempre Iva esclusa) l’incremento si attesta tra il 30 e 40% in base a potenza e settore produttivo. Così un’impresa della lavorazione pelli con un consumo di circa 35 mila chilowattora al mese, nell’ottobre dello scorso anno ha speso 8.900 euro mentre nello stesso mese di quest’anno ne sborserà orientativamente 13 mila (circa 4.100 euro in più pari a +46%). Non va meglio per le aziende della meccanica: con circa 5 mila chilowattora al mese, nell’ottobre 2025 la bolletta era di 1.400 euro, che diventano 2.030 euro a ottobre 2026 (aumento di circa 630 euro pari a +45%). Per la lavorazione del legno, con circa 2 mila chilowattora al mese in un anno c’è stato un aumento in bolletta di circa 210 euro (+31% ) ovvero dai 670 euro pagati nell’ottobre 2025 si arriva agli 880 euro dell’ottobre di quest’anno. Infine gli acconciatori. Un’impresa del settore con consumi di circa 300 chilowattora al mese, a fronte di 120 euro pagati in ottobre 2025 a ottobre di quest’anno vedrà arrivarsi una bolletta di 160 euro (+33%).

Gianluca Cavion (presidente Confartigianato Vicenza)

Cavion: “Non parliamo di stime, questi dati sono stati raccolti nelle nostre aziende e per questo più preoccupanti – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Gianluca Cavion -. Abbiamo aziende che hanno visto come minimo raddoppiare i costi delle forniture. Di questo passo fare impresa diventa sempre più difficile anche perché le aziende cercano di assorbire questi costi quindi riducono i margini e la possibilità conseguente di programmare investimenti. Va anche considerato che pure i cittadini devono fare i conti con l’aumento delle forniture di gas e luce e per farvi fronte operano tagli. Questo significa che, da un lato si attivano strategie per contenere i costi di gas e luce, dall’altro riducono i consumi (alimentari, ristorazione, sanità, auto, spostamenti…). Come Confartigianato proprio attraverso il Caem e la Comunità energetica A-Certa cerchiamo di favorire un contenimento delle spese ma servono realisticamente e concretamente anche altre soluzioni e interventi mirati”.

Il riferimento del presidente Cavion è al Decreto Legge bollette in discussione al Consiglio dei Ministri e di nuovo rinviato e ai previsti sconti in bolletta per quelle aziende che investono soluzioni green misura che, seppur temporanea, è stata inserita nella Legge di Bilancio. Oltre al mai risolto tema del Marginal Price.

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