Giovane giornalista dell’Altopiano minacciato di morte per la vicinanza al prete anti-camorra

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Minacce di morte anonime e sollecitazioni a smetterla di scrivere sono state rivolte al giovane giornalista vicentino Adriano Cappellari per il suo sostegno all’opera di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Napoli). A darne notizia è “L’Altopiano“, il quindicinale per cui Cappellari, che vive a Enego, scrive. Anche la testata è stata destinataria di intimidazioni.

Sul fatto sono in corso da qualche mese indagini della Questura di Vicenza. Le minacce di morte dapprima son state dirette a Cappellari, quindi alla redazione e ora, a distanza di mesi, anche allo stesso don Maurizio Praticiello (parroco di Caivano, che vive sotto scorta per la sua battaglia per restituire legalità e speranza ai suoi parrocchiani) e alla stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le lettera anonime, iniziate nell’autunno scorso, hanno la stessa matrice e risultano essere passate per il centro di smistamento di Padova (potrebbero quindi essere state spedite dal Veneto). Come spiega la direttrice della testata giornalistica altopianese, Stefania Longhin, il fatto che avrebbe scatenato le intimidazioni sarebbe un articolo pubblicato dalla testata nell’ottobre scorso – firmato appunto da Cappellari, che è collaboratore da Enego – nel quale dava solidarietà al sacerdote campano, destinatario di una pallottola (recapitata durante una messa) e invitava a combattere tutte le mafie, sia sull’Altopiano che in Campania. Don Patriciello, infatti, era stato ad Enego nell’estate del 2024 per un incontro pubblico organizzato dal Tavolo della legalità costituito da Comune, parrocchia e associazioni e di cui Cappellari stesso fa parte.

Don Patriciello a Enego nell’estate del 2024

“Tu parli e scrivi troppo”, diceva una delle missive indirizzate a Cappellari, mentre alla direzione del giornale si intimava di eliminarlo dalla redazione. La denuncia contro ignoti alla polizia era scattata subito, nel riserbo più assoluto per non intralciare le indagini.
L’ultima missiva, partita dal Veneto, è giunta al sacerdote sabato scorso, 14 febbraio. Il contenuto lo riporta l’articolo redatto dalla direttrice della testata: “Tu e il tuo amico giornalista Cappellari parlate troppo, siete delle merde! La dovete finire altrimenti ci penseremo noi a farvi tacere per sempre. Siete Bastardi, vi uccideremo e sarà bellissimo. Non mancheremo di sistemare anche la tua amica bionda (riferito a Meloni, ndr)”.
Già ieri sera il prefetto di Napoli Michele di Bari, ha riunito il coordinamento delle forze dell’ordine e sono state aumentate le misure di sicurezza a tutela di don Patriciello. Nel vicentino indagano la Prefettura e la Questura.

I messaggi di solidarietà
A Cappellari, che ha solo vent’anni e collabora anche con Il Giornale di Vicenza, è arrivata la solidarietà delle istituzioni, del sindacato e dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto.
“La libertà di stampa – afferma il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani – è uno dei fondamenti della nostra società civile, garanzia di libertà e democrazia. Ogni volta che un giornalista viene sottoposto ad intimidazioni, è tutta la comunità che viene messa in pericolo”.
“Quando si tenta di intimidire un cronista per ciò che scrive, non si colpisce solo una persona, ma il diritto dei cittadini a essere informati in modo libero e trasparente”, ha dichiarato Luca Zaia, presidente del Consiglio Regionale del Veneto.
Solidarietà è stata espressa anche dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e il Sindacato Giornalisti Veneto: “L’unica ‘colpa’ di questi colleghi è stata quella di dare voce a un difensore della legalità e promotore del riscatto e della dignità di una terra martoriata da violenza e sopraffazione. Un obiettivo e un impegno che non li vede soli, ma che fa parte del Dna di tutti i giornalisti e delle istituzioni che li rappresentano” hanno affermato Andrea Buoso, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e Alessio Antonini, vicesegretario Vicario del Sindacato Giornalisti Veneto.

La solidarietà dell’Eco Vicentino
Ad Adriano Cappellari e a tutti i colleghi della redazione del ‘L’Altopiano’ la solidarietà di tutta la redazione dell’Eco Vicentino. “Viviamo tempi che vedono crescere ogni giorno forme di mancanza di rispetto e di aggressività nei confronto dei giornalisti. Che si arrivi a minacciare di morte un ragazzo di vent’anni appassionato di questo mestiere e la redazione per cui lavora, solo perchè hanno dato voce a chi promuove la legalità è un terribile segno dei tempi. Ci auguriamo che i responsabili vengano presto individuati e assicurati alla giustizia.

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