Incendi sull’Altopiano: si sospetta la mano di un piromane

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Fiamme domate sull’Altopiano, ma ad accendersi ora sono i sospetti. Potrebbe esserci la mano di un piromane dietro ai focolai partiti su Monte Rasta e Monte Zebio, scaturiti in zone boschive dove i vigili del fuoco di Asiago e Schio sono stati impegnati fino alla tarda serata di ieri. Impiegate varie autobotti e richiamato in servizio il personale disponibile per far fronte all’emergenza. Un giro di controllo operato stamattina dalle squadre di pompieri ha verificato che la situazione possa ritenersi sotto controllo, anche se rimane alto lo stato di vigilanza. L’intensità del vento nel frattempo è diminuita, limitando il pericolo di estensioni di eventuali nuovi roghi.

I due punti caldi, nei pressi di Camporovere di Roana e nel territorio di Asiago, hanno interessato aree boschive a ridosso di luoghi significativi siti storici della Grande Guerra, a partire dalle 17 di ieri. Problemi anche nelle zone di Lusiana e Stoccareddo sulla Zeibena, nelle ore precedenti con la luce del giorno, anche se di minore entità. La situazione rimane delicata, in ogni caso, fino a quando nuove precipitazioni cadranno dal cielo sopra l’Altopiano, tanto che permane lo stato di massima pericolosità emanato dalla Regione Veneto. Dopo i sette diversi interventi in serie di ieri, comunque, fino al mezzogiorno di oggi giornata relativamente tranquilla nel distaccamento di Asiago.

Si tratta di una seconda ferita inferta ai boschi dell’Altopiano, già messi in ginocchio dalla devastazione del maltempo dello scorso fine ottobre. Con gli accertamenti in corso difficile sbottonarsi esplicitamente sulle cause dei focolai, ma i dati porterebbero a supporre che i diversi fronti di innesco derivino da azioni volontarie. Se sarà confermata la responsabilità di uno o più “piromani”, sarà caccia agli artefici degli atti criminosi.

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